Ritratto di Galileo Galilei
di Ettore Stendardi

la vita di Justus Sutermans
Sustermans nacque ad Anversa (nel 1597-1681 Firenze), ma passò quasi tutta la sua vita in Italia. Fu chiamato a Firenze dal Granduca Cosimo II de’ Medici e rimase al servizio della corte per circa sessant’anni. È considerato uno dei massimi esponenti del ritratto barocco in Italia.

Lo stile
Il suo stile mescola la precisione fiamminga con l’eleganza del barocco italiano. Le sue caratteristiche principali sono:
–Realismo nei volti: Riusciva a catturare non solo l’aspetto fisico, ma anche la personalità del soggetto.
–Dettaglio dei tessuti: Era bravissimo a dipingere le struttura di pizzi, velluti e armature.
–Uso della luce: Utilizzava forti contrasti per dare profondità alle figure.

Opere famose
Oltre ai tantissimi ritratti dei membri della famiglia Medici (come Ferdinando II o Vittoria della Rovere), Sustermans è celebre per:
- Il ritratto di Galileo Galilei: È l’immagine più iconica dello scienziato, che Sustermans dipinse nel 1636.
- Il Giuramento del Senato fiorentino a Ferdinando II: Una grande tela celebrativa che mostra la sua capacità di gestire scene affollate e complesse.

Dove si trova?
Il ritratto di Galileo Galilei dipinto da Justus Sustermans nel 1636 è l’immagine più famosa dello scienziato ed è considerato il suo ritratto “ufficiale”. Si trova agli Uffizi nella sala E7
Descrizione dell’opera
Sustermans, che era il pittore di corte dei Medici, scelse uno stile molto sobrio. Galileo è raffigurato a mezzo busto, vestito con un abito scuro e un colletto bianco semplice, tipico degli studiosi dell’epoca.
Perche fu realizzato?
Fu commissionato da Elia Diodati. Diodati era un giurista parigino, amico intimo e corrispondente di Galileo, che fece realizzare l’opera durante l’esilio dello scienziato ad Arcetri, quando Galileo aveva circa 70 anni. Dopo il processo del 1633 e la condanna per eresia, il ritratto serviva a fissare l’immagine di Galileo per i posteri e a sostenere la sua fama europea nonostante l’isolamento.
Punti chiave del dipinto
- Lo sguardo: Gli occhi di Galileo sono rivolti verso l’alto e leggermente di lato. Questo suggerisce la sua connessione con il cielo e le sue scoperte astronomiche, ma trasmette anche una certa stanchezza (all’epoca aveva circa 72 anni ed era quasi cieco).
- Il realismo: Sustermans non cerca di abbellirlo. Vediamo le rughe sulla fronte e la barba brizzolata, curata ma realistica. Questo serve a dare l’idea di un uomo saggio e maturo che ha dedicato la vita alla ricerca.
- La luce: Questo dipinto è noto per l’uso della luce radente che ne modella il volto, trasmettendo un’espressione che oscilla tra la serenità della ricerca e l’ansia per la condanna
“Per capire il mondo bisogna guardarlo direttamente”
La frase esprime l’importanza dell’osservazione diretta e del metodo sperimentale. Suggerisce che la conoscenza non deve basarsi solo su teorie astratte o “per sentito dire”, ma sull’esperienza pratica e sull’analisi dei fatti reali.
