La Sacra Famiglia

di Tommaso Laurentini

sala A31. Signorelli

Luca Signorelli

Luca Signorelli nacque a Cortona nel 1445 e morì ad Arezzo nel 1523. Fu uno dei pittori più importanti del Rinascimento italiano, conosciuto per il modo molto intenso con cui rappresentava il corpo umano. Si formò nella bottega di Piero della Francesca, assorbendo la prospettiva, ma sviluppando presto uno stile personale caratterizzato da un dinamismo vigoroso.

Tra le sue opere più note, ci sono gli affreschi dell’Apocalisse nella cappella di San Brizio a Orvieto, oltre che dipingere affreschi Signorelli fu anche un pittore su tavole, le sue tavole più importanti si trovano nella chiesa di San Niccolò a Cortona. Poco più che trentenne, Signorelli venne coinvolto nell’impresa della decorazione della Cappella Sistina a Roma dove si recò prima come aiutante  e poi come titolare. A lui vengono riferite le scene della Disputa sul corpo di Mosè, completamente ridipinta nel 1574, e del Testamento e morte di Mosè

File:Luca signorelli, cappella di san brizio, apocalisse 02.jpg - Wikipedia

Le caratteristiche più importanti della sua pittura sono:

  • Anatomia Eroica: Signorelli non dipinge corpi gracili i suoi personaggi sono muscolosi e presentano un profondo studio sull’anatomia umana
  • Scorcio: Signorelli era un maestro nel disegnare figure viste dal basso verso l’alto con prospettive difficili
  • Tensione drammatica: Le scene di Signorelli sono spesso agitate piene di pathos.

La Sacra Famiglia è stata dipinta tra il 1504 e il 1506. Nel 2023  a 500 anni dalla sua morte Cortona ha celebrato il pittore con una mostra che ha riunito opere da tutto il mondo confermando la sua importanza nel panorama artistico durante il rinascimento,si dice che Michelangelo abbia osservato e studiato gli affreschi dell’apocalisse nella cappella di San Brizio prima di dipingere la cappella Sistina. Alla morte del figlio a causa della peste a Cortona, Signorelli distrutto dal dolore volle spogliarlo e dipingere il corpo nudo per conservare la memoria della bellezza del figlio. Signorelli era noto per il suo stile di vita raffinato, amava vestirsi bene e vivere in modo nobile distinguendosi dall’ideale di artista nel rinascimento

La Sacra Famiglia

La Sacra Famiglia di Luca Signorelli è un’opera affascinante, ricca di significati religiosi simbolici e dettagli che raccontano molto non solo della scena rappresentata ma anche del periodo storico e della visione artistica di Signorelli. La scena mostra la Sacra Famiglia cioè Maria, Giuseppe e il bambino, essendo un soggetto molto comune nell’arte cristiana del Rinascimento, Signorelli la interpreta però con stile personale e dinamico tipico della sua pittura. Nella sua versione Maria è posta al centro seduta mentre tiene in braccio e guarda il bambino, Giuseppe appare come una figura più raccolta riflessiva e come figura protettiva.Il bambino viene rappresentato mentre interagisce con un libro

le caratteristiche principali di queste opere sono:

  • Schema piramidale:Gli artisti iniziano a disporre i personaggi secondo una forma a triangolo, questa struttura dà stabilità e guida l’occhio dello spettatore verso il centro dell’opera.
  • Contatto fisico: A differenza del medioevo dove i personaggi sono distanti qui si toccano,questa struttura dà stabilità e serve a sottolineare l’umanità di Cristo.

Personaggi:

  • Maria: Simboleggia  la maternità la purezza e il legame tra natura e divino, la sua postura solenne rispecchia l’ideale di madre durante il Rinascimento 
  • Giuseppe: In questa epoca viene rappresentato come padre premuroso e partecipe, non più marginale come durante il Medioevo
  • Il bambino: Rappresenta cristo nella sua doppia natura, umano mostrato attraverso la sua vulnerabilità da bambino e divino
  • Il libro: Rappresenta un simbolo molto importante, le sacre scritture, la sapienza divina o la profezia della vita di Cristo
  • Composizione circolare: L’opera è inserita in un tondo la forma ha valore simbolico , il cerchio è perfezione,armonia,eternità.

i colori:

  • Il rosso di Maria simboleggia la passione di cristo e l’umanità
  • Il blu rappresenta la divinità e il cielo
  • Il giallo/arancio di Giuseppe indica l’umiltà e la saggezza.

Lo sfondo

Nello sfondo ci possono essere giardini o prati che rappresentano l’Eden, in altre versioni si vedono colonne spezzate archi edifici in rovina questo simboleggia la fine del mondo pagano e l’inizio del mondo cristiano. Alcune volte la sacra famiglia è ritratta in interni che possono essere:

  • Case o capanne per sottolineare l’umanità e la semplicità della vita di Gesù.
  • chiese o cattedrali la famiglia vista in interni sacri enfatizza ancora di più la dimensione spirituale.

In alcune opere sullo sfondo compaiono figure di giovani nudi, questi nudi rappresentano l’umanità prima dell’arrivo Gesù, o come simbolo della perfezione del corpo creato da Dio. La loro presenza crea un forte contrasto con la sacralità della famiglia

Perché è stata dipinta?

Luca Signorelli era molto attivo durante il Rinascimento un periodo in cui le scene sacre erano tra le più richieste dalle chiese , c’era grande attenzione alla rappresentazione del corpo umano, si cercava un equilibrio tra spiritualità e naturalismo

Immagine di File:Luca signorelli, cappella di san brizio, predica e ...

La Sacra Famiglia costituisce a tutti gli effetti uno degli apici della produzione di Signorelli, attestazione del raggiungimento della maturità artistica. Nelle mani di Giuseppe e nel profilo del Bambino si notano infatti spunti derivanti da Bartolomeo della Gatta e Verrocchio, presso i quali l’artista svolse il proprio apprendistato, mentre il volto tenero di Maria e lo sguardo umano di Giuseppe rivelano le novità che caratterizzano l’ultima produzione stilistica del pittore.

Una tonalità metallica infonde ai personaggi una monumentalità eroica. Il volume poi,  è determinato dal chiaroscuro che crea nelle figure un forte plasticismo. La Vergine Indossa il mantello rosso simbolo della passione e l’abito blu scuro simbolo della Chiesa. Generalmente, invece, il colore di questi due capi di abbigliamento è invertito. Stessa iconografia si trova in quella dipinta da Lorenzo Lotto. I suoi capelli sono di un bruno dorato. Gesù Bambino è coperto da una tunica blu tendente al grigio, mentre San Giuseppe ha un abito grigio chiaro e il mantello giallo tendente all’arancio. La sciarpa che ha intorno al collo è elegantemente decorata con fasce di colore rosso e giallo. Il paesaggio è dipinto con toni più grigi.

Dettagli e curiosità

L’enigma dei due libri: La Vergine Maria legge un libro tenuto in mano, ma un secondo volume aperto è posato a terra, ai suoi piedi. Questo dettaglio simboleggia la continuità tra le Profezie dell’Antico Testamento (il libro a terra) e il loro compimento nel Nuovo Testamento (il libro letto)

La sciarpa moderna di San Giuseppe: San Giuseppe indossa una sciarpa elegantemente annodata intorno al collo. Si tratta di un accessorio d’abbigliamento contemporaneo all’epoca del pittore, inserito per dare un tocco di raffinata dignità quotidiana alla figura del santo.

Invasione dello spazio reale: I personaggi sono dipinti in primissimo piano e risultano così massicci e monumentali da dare l’impressione di “bucare” la cornice e invadere lo spazio dello spettatore.

Una tecnica mista d’avanguardia: Nonostante sia spesso catalogata come tempera, studi storici indicano che l’opera presenta un primissimo utilizzo di leganti a olio su tavola, tecnica che permise a Signorelli di ottenere quella particolare lucentezza metallica e scultorea sulle vesti.

Le dita intrecciate: Il modo in cui la Madonna stringe il Bambino mostra una complessa torsione delle mani. Le dita si incastrano tra le pieghe della carne del piccolo Gesù, un virtuosismo anatomico raro per la fine del Quattrocento.

I graffi preparatori: Le indagini sul dipinto hanno rivelato che Signorelli incise la tavola con un punteruolo di metallo per tracciare i cerchi perfetti del tondo e le linee di fuga, lasciando solchi ancora visibili sotto gli strati di pittura.

Il “Cangiantismo” precoce : Per dipingere la veste di San Giuseppe, l’artista utilizzò una tecnica di colore cangiante. Passò dalle ombre scure a colpi di luce gialla e arancione pura, anticipando i colori shock della successiva scuola manierista.