La Maestà di Giotto o Madonna di Ognissanti

- Quest’opera è stata dipinta nel 1310 dal pittore e architetto italiano Giotto di Bondone, nato nel 1267 a colle di Vespignano Vicchio e poi morto nel 1337 a Firenze.
- Giotto, per dipingere quest’opera, ha impiegato circa 5 anni di lavoro, utilizzando la tecnica del chiaro-scuro, una tecnica pittorica in cui vengono inseriti dei contrasti tra luce e ombra per dare volume alle figure facendole apparire tridimensionali.
- Proprio questa tecnica è stata quella che ha reso Giotto uno dei pittori più rivoluzionari del Rinascimento.
- Inoltre, l’opera la Madonna di Ognissanti è un opera che segna il passaggio dallo stile bizantino; uno stile molto inespressivo e con figure piatte; allo stile fiorentino moderno; uno stile più espressivo nei volti delle figure e con personaggi con più volume e tridimenzionali.
- I cambiamenti dallo stile bizantino a quello fiorentino moderno si possono vedere molto nella pittura di Giotto in cui lui utilizza molto la tecnica del chiaro-scuro, dando contrasti tra luce e ombra per volumizzare le figure, e una maggiore espressività dei personaggi visibile in questa opera.
Giotto di Bondone
Nacque a Colle di Vespignano, un borgo situato nella valle del Mugello nel 1267,in una famiglia di piccoli possidenti terrieri che si trasferì solo in seguito nella vicina Firenze. Secondo la tradizione letteraria, Giotto era stato affidato dai genitori alla bottega di Cimabue dove apprese molte delle sue tecniche pittoriche che poi implementò nelle proprie opere.Giotto si sposò verso il 1287 con Ciuta di Lapo del Pela, assieme alla quale ebbe quattro figlie e quattro figli, dei quali uno, Francesco, divenne a sua volta pittore.Nello stesso periodo Giotto aprì una sua bottega dove era circondato dai suoi alunni; in questa si occupava soprattutto di progettare le opere e di impostare le composizioni più importanti, lasciando agli alunni quelle secondarie.Giorgio Vasari racconta di Giotto che fosse capace di disegnare una perfetta circonferenza senza bisogno del compasso, che fu poi chiamata la famosa «O» di Giotto.

Giotto: il pittore rivoluzionario
Giotto è considerato un pittore rivoluzionario perché ha cambiato radicalmente il modo di dipingere e di concepire l’arte.
Ecco i principali ambiti in cui si può vedere tale approccio rivoluzionario:
- Umanizzazione delle figure: Prima di Giotto, le figure nei dipinti erano spesso piatte, stilizzate e con espressioni composte, seguendo lo stile Bizantino. Giotto ha iniziato a rappresentare le persone con un peso, volume e un’espressività emotiva. Le sue figure sembrano vere, in grado di trasmettere, sentimenti come dolore, gioia o stupore, tutti visibili nei loro volti e nei loro gesti.
- Senso dello spazio: Ha introdotto un maggiore senso di profondità nelle sue opere. Le figure non sono più disposte su un unico piano, come nell’arte Bizantina, ma sembrano occupare uno spazio reale, grazie all’uso di architetture e paesaggi che trasmettono e suggeriscono profondità.
- Narrazione e realismo: Giotto era un grande narratore. Le sue scene non sono solo rappresentazioni statiche, ma raccontano storie in modo chiaro e coinvolgente.
- Superamento della tradizione Bizantina: Nelle sue opere ha rotto con le convenzioni rigide dell’arte bizantina, che era molto diffusa all’epoca, introducendo un nuovo linguaggio visivo, più libero e naturalistico.
L’opera
«LA MADONNA DI OGNISSANTI» si trovava inizialmente nella chiesa di Ognissanti a Firenze, poi successivamente trasferita nel museo degli Uffizi.E’ pitturata con tempera ed oro, su tavola «cuspidata», così chiamata perché termina a punta/cuspide.
In primo piano, nella parte bassa, sono presenti due angioletti, rappresentati di profilo e posizionati in modo simmetrico e speculare, che porgono dei vasetti contenenti al suo interno dei fiorellini (gigli e rose bianche).
Il trono, frontale, è ben fatto, con gradini in marmo e con una prospettiva intuitiva.
La Madonna è rappresentata come bella, solida e monumentale; è una figura abbastanza reale e concreta che tiene in collo il bambino avvolto da una tunica rosa che ne rivela una propria anatomia, come succede anche per la Madonna.Attorno al trono in cui è seduta la Madonna con il bimbo sono presenti degli Angeli (giovani e alati), mentre alcuni Santi (più anziani) sono presenti nella parte posteriore del dipinto; uno dei due angeli porge alla Madonna la corona mentre l’altro porge un contenitore dorato.La Madonna, con bambino ed angioletti, crea una forma piramidale che da importanza e compattezza alla scena; ed i volti dei personaggi trasmettono emozioni più umane, come la dolcezza dello sguardo di Maria o la serietà di quello degli angioletti.
ALTRI DETTAGLI:
In questa opera l’innovazione forse più importante è sia l’uso del colore, e sia il modo in cui Giotto lo utilizza.
Il colore viene introdotto per dare più volume ai corpi e collegarli gli uni agli altri attraverso la luce con la quale interagisce: un esempio si trova nel viso della Madonna, dove si nota il riverbero del colore della sua tunica e di quella del Bambino, permettendo così di collegarli maggiormente l’uno all’altra.
Un’altra innovazione si ha nella profonda umanità di Maria: Viene dipinta in modo maestoso (con dimensioni molto maggiori di quelle degli angeli e del Bambino) ma in una posizione molto umana; è infatti seduta come di tre quarti, così da far sedere più comodamente il Bambino.
La stessa posizione delle mani di Maria, così come i volti seri ma dolci dei protagonisti, sono tutti aspetti dell’umanità con cui Giotto voleva rappresentare i suoi soggetti.
Quest’oggi l’opera è situata nella galleria degli Uffizi a Firenze nella sala 2 poco dopo l’entrata.

sitografia:
- wikipedia
- gallerie dei Uffizi
- BeCulture
