La Venere di Urbino – Tiziano Vecellio
Di Giovanni Violetti 2L

TIZIANO VECELLIO
Pieve di Cadore 1490 – Venezia 1576

Tiziano Vecellio è stato il gigante della pittura veneziana, capace di rivoluzionare il Rinascimento europeo. A differenza della scuola fiorentina basata sul disegno, Tiziano impose il tonalismo, definendo forme e profondità esclusivamente attraverso l’uso sapiente del colore e della luce.
Artista poliedrico e abilissimo ritrattista, fu anche un moderno imprenditore che gestì una bottega di enorme successo, diventando il pittore più richiesto da papi e sovrani. Nel corso del tempo, il suo stile divenne più libero e materico, con pennellate rapide stese persino con le dita. La sua tecnica ha anticipato l’Impressionismo e influenzato i più grandi maestri dei secoli successivi.
LA VENERE DI URBINO (olio su tela, dimensioni 119 x 165 cm)
Dipinta nel 1538, la Venere di Urbino fu commissionata da Guidobaldo II della Rovere come regalo di nozze per la giovanissima moglie, Giulia da Varano. Il dipinto non era solo un oggetto erotico, ma un’allegoria del matrimonio: la sensualità della dea doveva ispirare la sposa, mentre il cagnolino ai suoi piedi simboleggiava la fedeltà coniugale.
Nel 1631, l’opera passò dai della Rovere ai Medici come dote di Vittoria della Rovere, approdando infine agli Uffizi. Nonostante nel tempo abbia suscitato scandalo per il suo realismo (Mark Twain la definì “oscena”), divenne il modello universale del nudo femminile, influenzando capolavori moderni.
Il dipinto è ambientato in una ricca camera da letto del Rinascimento veneziano.
PERSONAGGI DEL DIPINTO
LA VENERE: Probabilmente rappresentava la moglie del duca oppure una donna nobile, è nuda e distesa e simboleggia la sensualità. In mano ha un mazzolino di rose che simboleggia l’amore e la giovinezza.
IL CAGNOLINO: Si trova rannicchiato su se stesso ai piedi della dea, rappresenta la fedeltà coniugale.
LE DUE SERVE: Le due ancelle cercano vestiti per il rito nuziale della sposa all’interno di una cassapanca, sottolineando la cura e la vita domestica della sposa.
IL TONALISMO
Il tonalismo veneto è una tecnica che sostituiva il disegno con colore e luce e i pittori che adottarono questa tecnica maggiormente furono Tiziano Vecellio, Giovanni Bellini e Giorgione (considerato il fondatore).
I punti chiave del tonalismo sono diversi:
L’uso del colore al posto del disegno, la tecnica delle velature, cioè stesure successive di strati di colore per creare profondità e sfumature, poi si definisce la luce attraverso l’intensità del colore al posto del chiaroscuro tradizionale.
La Venere di Urbino è l’esempio perfetto di tonalismo veneto.
OPERE SIMILI
Ci sono molteplici opere simili alla Venere di Urbino, le più conosciute sono le seguenti:
Venere dormiente – Giorgione 1510
Opera dalla quale Giorgione ha preso spunto, cambiando l’ambientazione naturale in una camera da letto.
Olympia – Manet 1863
OPERE SIMILI
Ci sono molteplici opere simili alla Venere di Urbino, le più conosciute sono le seguenti:
Venere dormiente – Giorgione 1510
Opera dalla quale Giorgione ha preso spunto, cambiando l’ambientazione naturale in una camera da letto.
Olympia – Manet 1863
OPERE SIMILI
Ci sono molteplici opere simili alla Venere di Urbino, le più conosciute sono le seguenti:
Venere dormiente – Giorgione 1510

Opera dalla quale Giorgione ha preso spunto, cambiando l’ambientazione naturale in una camera da letto.
Olympia – Manet 1863

Questo dipinto di Manet è molto probabilmente un omaggio alla Venere di Urbino di Tiziano. Manet ha mantenuto uguale la posizione della Venere cambiando lo sfondo e sostituendo il cagnolino (simbolo di fedeltà) con un gatto nero (simbolo di trasgressione).
