L’ultima speranza: donkey flight
di Tanvin Tahera Basher
Immagina di avere un futuro migliore all’estero e vivere una vita “facile” o “ricca”, questa è un’ambizione di molti giovani quando pensano al loro futuro, oppure anche di chi semplicemente vuole vivere meglio.
Purtroppo, c’è chi è costretto a scappare e a rifugiarsi in un paese lontano, oppure non ha i permessi per un’immigrazione legale pur essendo in uno stato di crisi.
Per capire meglio di cosa si tratta, ecco un esempio:
Dunki (2023):

Un film indiano di avventura drammatico che parla di quattro ragazzi che sognano una vita migliore.
Ambientato in un villaggio del Punjab negli anni ’90, i protagonisti hanno i propri obiettivi a livello economico e familiare all’estero, ma a causa dello stato economico delle loro famiglie , sono costretti a viaggiare percorrendo vari paesi illegalmente guidati da un ex-soldato.
Questo film è stato un successo commerciale nonostante le critiche per aver preso alla leggera la tematica e all’uso (secondo i critici) eccessivo di commedia, che finisce nel contrastare le durissime condizioni dei viaggiatori.
Da dove viene “Dunki”?
La parola “Dunki” è un’alterazione della parola “donkey” (asino) e viene dalla pronuncia e dall’accento dei migranti del Punjab, questa parola diventa parte del linguaggio gergale del Punjabi (lingua regionale indiana) per definire l’immigrazione illegale “a tappe”, si dice “percorso (o voli) dell’asino” perché proprio come un asino, che percorre sentieri saltando da un ostacolo all’altro, i migranti “saltano” illegalmente da un paese all’altro per arrivare a destinazione.
Come inizia e come si diffonde
Il termine “Donkey” ha iniziato a diffondersi dopo che il Commonwealth Immigrants Act del 1962 fu approvato, ciò ha posto fine al diritto di libera circolazione dei cittadini delle ex colonie verso il Regno Unito e prima di allora, il British Nationality Act del 1948 permetteva agli indiani di entrare e lavorare legalmente, poi negli anni ’90 ha assunto il significato di “saltare” da un paese all’altro.

I migranti ottenevano il visto turistico dai paesi che facevano parte dello spazio Schengen per poi entrare nel Regno Unito attraverso la Francia.
A segnare la svolta della consapevolezza pubblica sulla pericolosità delle rotte, fu la tragedia della nave F174 a Malta del 1996, dove 175 giovani originari del Punjab morirono nel tentativo di raggiungere l’Europa.
Da dove vengono e perché
I migranti vengono di solito dal Punjab, dal Haryana e dal Gujarat
-Punjab: Molte famiglie di aree rurali affrontano una diminuzione di redditività agricola e ciò porta a dei debiti alti, inoltre le opportunità nelle occupazioni non agricole sono scarse.
-Haryana: Di distretti semi-urbani (come Karnal, Kaithal e Ambala), pur essendo prosperi, hanno un alto tasso di disoccupazione.
-Gujarat: Pur essendo sviluppato industrialmente, le disparità economiche delle famiglie nelle aree rurali portano a rivolgersi sempre di più verso migrazioni rischiose.
Percorso India-Inghilterra
Questo percorso è simile a quello nel film ( con dettagli e percorsi alternativi):
1- India-Pakistan (dal Punjab: Punjab-> Jammu e Kashmir-> confine India-Pakistan (oppure direttamente al confine) ; dal Haryana: Haryana-> Punjab-> Jammu e Kashmir-> confine (oppure dal Punjab al confine) ; dal Gujarat: Gujarat-> Rajasthan-> Punjab-> Jammu e Kashmir-> confine (sennò direttamente al confine oppure direttamente via mare con “scalo” in Arabia Saudita oppure fino in Inghilterra)
2- Pakistan-Afghanistan (pericoloso per la tensione tra i due stati (come i territori da rivendicare dopo la divisione dalla linea Durand, che ha portato anche alla spartizione della tribù dei Pashtun, che si trovano sia in Pakistan che in Afghanistan e la presenza dei gruppi terroristici)
3- Afghanistan-Iran (rischio alto per la presenza dei talebani e del contrabbando)

4- (Turchia/Arabia Saudita)- Inghilterra (da qui si può arrivare in Turchia e prendere una barca, se si è fatto il visto per l’ Arabia Saudita dall’India si può anche prendere la barca da lì) (nel film, i protagonisti viaggiano in un container per quasi 1 mese per l’ultima tappa)
Questo fenomeno è diffuso anche nell’America Latina, dove i migranti cercano di raggiungere gli Stati Uniti.

Il conflitto tra vita e morte: il tappo di Darién
Un punto importante del viaggio verso gli Stati Uniti (dall’ America Latina o dall’ Asia se si ha il visto per uno dei paesi) via terra è il tappo di Darién, un’area remota situata nel confine tra la Colombia e Panama, è una foresta pluviale conosciuta per le sue condizioni estreme a causa dell’umidità, animali come serpenti velenosi e insetti che trasmettono malattie e organizzazioni criminali.
Nel mondo

Gli Stati Uniti sono una delle nazioni con il tasso di immigrazione illegale più alto al mondo e comprendono almeno il 3.4% (circa 11.2 milioni) della popolazione in totale (circa 331 milioni) tra cui quasi metà proviene dal Messico, invece altri come i nativi dell’America centrale (prevalentemente Guatemala, Honduras e Venezuela), che comprendono all’incirca il 32% e gli asiatici (principalmente India, Cina e le Filippine) l’8,5% circa (il resto del mondo comprende circa il 20.7% della popolazione di immigrati).
Anche altri paesi come l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti hanno un tasso alto di immigrazione illegale, circa il 40% sono dei lavoratori non registrati provenienti dal sud e del sud-est asiatico.
In Europa, paesi come la Germania, la Francia e la Spagna ospitano il maggior numero di cittadini stranieri e nel 2023 è stato registrato il maggior numero di richieste di asilo (protezione legale da un paese straniero).
