{"id":8228,"date":"2026-05-28T09:05:00","date_gmt":"2026-05-28T07:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/?p=8228"},"modified":"2026-05-28T15:35:14","modified_gmt":"2026-05-28T13:35:14","slug":"i-duchi-di-urbino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/2026\/05\/28\/i-duchi-di-urbino\/","title":{"rendered":"I duchi di Urbino"},"content":{"rendered":"\n<p>di Huang Zheming<\/p>\n\n\n\n<p>Il Doppio ritratto dei Duchi di Urbino (noto anche come Dittico dei Duchi di Urbino) \u00e8<br>uno dei capolavori assoluti del Rinascimento italiano, dipinto da Piero della Francesca tra<br>il 1465 e il 1472 circa. Si tratta di un dittico a olio su tavola (47 \u00d7 33 cm ciascun pannello),<br>oggi esposto alla Galleria degli Uffizi di Firenze (inventario 1890 nn. 1615 e 3342). Ritrae<br>Federico da Montefeltro (1422-1482), condottiero, mecenate e Signore (poi Duca) di<br>Urbino, e sua moglie Battista Sforza (1446-1472). L\u2019opera \u00e8 celebre per la sua solennit\u00e0,<br>il realismo fiammingo unito alla prospettiva matematica tipica di Piero della Francesca, il dittico \u00e8 celebre per essere un ritratto commemorativo che celebra le virt\u00f9 morali della coppia.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/img.visituffizi.org\/img\/artworks\/piero-francesca-urbino.jpg\" alt=\"Ritratto di Duchi di Urbino di Piero della Francesca agli Uffizi\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>L\u2019opera originalmente era un dittico (dal greco di-ptychos, \u201cpiegato in due\u201d) \u00e8<br>un\u2019opera d\u2019arte composta da due pannelli (tavole di legno, avorio o metallo) uniti<br>tra loro da cerniere, cardini o una rilegatura, in modo che possano essere aperti o<br>chiusi come un libro.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Storia del quadro<\/h3>\n\n\n\n<p>Federico da Montefeltro era uno dei pi\u00f9 potenti e colti signori del Quattrocento:<br>condottiero di grande fama, umanista raffinato e mecenate generoso. La sua corte<br>a Urbino divenne uno dei centri culturali pi\u00f9 vivaci d\u2019Italia, frequentata da artisti,<br>letterati e scienziati. Piero della Francesca soggiorn\u00f2 pi\u00f9 volte a Urbino proprio in<br>quegli anni, entrando in contatto con pittori fiamminghi (come Giusto di Gand) attivi<br>alla corte.&nbsp;<br>Il ritratto di Federico fu probabilmente eseguito intorno al 1465 (prima che<br>ottenesse il titolo di Duca nel 1474), come suggerisce l\u2019assenza di insegne ducali e<br>un\u2019iscrizione sul retro che esprime un\u2019aspirazione futura alla dignit\u00e0 ducale. Una<br>testimonianza del 1466 di un carmelitano veronese parla gi\u00e0 di un\u2019immagine del<br>principe dipinta da \u201cPetro Burgensis\u201d.&nbsp;<br>Il ritratto di Battista Sforza, invece, \u00e8 postumo: la duchessa mor\u00ec a soli 26 anni nel<br>1472, pochi mesi dopo aver dato alla luce l\u2019erede Guidobaldo, per complicazioni<br>legate al parto. L\u2019iscrizione sul retro del suo trionfo \u00e8 al passato, confermando che<br>l\u2019opera fu completata dopo la sua morte. Molti studiosi ritengono che Federico<br>abbia commissionato il dittico proprio come omaggio alla moglie amatissima,<br>trasformandolo in un memoriale intimo e malinconico. In origine le due tavole erano<br>unite da cerniere, come un libro richiudibile, e poste nella Sala delle Udienze del<br>Palazzo Ducale di Urbino.&nbsp;<br>L\u2019opera pass\u00f2 poi ai Della Rovere (successori dei Montefeltro) e arriv\u00f2 a Firenze<br>nel 1631 con la dote di Vittoria della Rovere, sposa di Ferdinando II de\u2019 Medici.<br>Entr\u00f2 negli Uffizi nel 1773;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/d\/dc\/Federico_da_Montefeltro.jpg\" alt=\"Datei:Federico da Montefeltro.jpg \u2013 Wikipedia\" style=\"aspect-ratio:1;width:419px;height:auto\"\/><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il retro: i Trionfi allegorici<\/h3>\n\n\n\n<p>Il dittico \u00e8 dipinto anche sul verso, con due scene di trionfi ispirati ai Trionfi di<br>Petrarca e alla tradizione romana:<br>\u2022&nbsp; Trionfo di Federico: su un carro trainato da due cavalli bianchi, in armatura,<br>con bastone di comando. \u00c8 incoronato d\u2019alloro da una Vittoria alata e<br>accompagnato dalle quattro Virt\u00f9 cardinali (Giustizia con spada e bilancia,<br>Prudenza con specchio, Fortezza con colonna, Temperanza). Un amorino guida<br>i cavalli. Iscrizione latina: \u201cCLARVS INSIGNI VEHITVR TRIVMPHO QVEM<br>PAREM SVMMIS DVCIBVS PERHENNIS FAMA VIRTVTVM CELEBRAT<br>DECENTER SCEPTRA TENENTEM\u201d (celebra le virt\u00f9 che lo rendono pari ai<br>sommi condottieri).<br>\u2022&nbsp; Trionfo di Battista: su un carro trainato da due unicorni (simboli di purezza e<br>fedelt\u00e0), accompagnata dalle tre Virt\u00f9 teologali (Fede, Speranza, Carit\u00e0 \u2013 con<br>pellicano per il sacrificio materno) e Temperanza. \u00c8 raffigurata mentre legge.<br>Iscrizione: \u201cQVE MODVM REBVS TENVIT SECVNDIS CONIVGIS MAGNI<br>DECORATA RERVM LAVDE GESTARVM VOLITAT PER ORA CVNCTA<br>VIRORVM\u201d (colei che fu moderata nelle fortune, adorna della lode per le gesta<br>del grande marito).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/diariodellarte.wordpress.com\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/004.jpg\" alt=\"Analisi di due ritratti: i duchi di Urbino e i Ferragnez \u2013 DIARIO DELL'ARTE\" style=\"width:785px;height:auto\"\/><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Piero della Francesca<\/h3>\n\n\n\n<p>Nato intorno al 1415-1417 a Borgo Sansepolcro, Piero si<br>forma a Firenze intorno al 1439, lavorando accanto a Domenico Veneziano. L\u00ec<br>assimila le lezioni rivoluzionarie di Masaccio sulla volumetria, di Brunelleschi sulla<br>prospettiva e la luce chiara tipica della pittura fiorentina. Ma il suo genio lo porta<br>ben oltre: Piero trasforma la pittura in una scienza esatta, governata da regole<br>geometriche e matematiche.<br>La sua arte \u00e8 immediatamente riconoscibile per alcune caratteristiche uniche. Le<br>figure sono monumentali, quasi statuarie, immobili in uno spazio eterno. Non ci<br>sono gesti drammatici n\u00e9 emozioni esasperate: tutto \u00e8 pervaso da una serenit\u00e0<br>solenne, da una luce diffusa e cristallina che sembra provenire da un\u2019altra<br>dimensione. Piero fonde magistralmente il realismo minuzioso dei pittori fiamminghi<br>con l\u2019idealismo classico e la profondit\u00e0 spirituale cristiana.<br>Tra le sue opere pi\u00f9 straordinarie ricordiamo il ciclo degli affreschi con le Storie<br>della Vera Croce ad Arezzo, la commovente Madonna del Parto a Monterchi, la<br>misteriosa Flagellazione di Cristo conservata a Urbino e la potente Resurrezione<br>di Sansepolcro, considerata da molti il suo capolavoro assoluto.<br>Viaggi\u00f2 molto: lavor\u00f2 ad Arezzo, Urbino (alla corte di Federico da Montefeltro),<br>Ferrara, Roma (per papa Niccol\u00f2 V), Rimini.<br>Oltre che pittore, Piero della Francesca fu anche un studioso: scrisse importanti<br>trattati sulla prospettiva e sui corpi geometrici. Anche quando, negli ultimi anni di<br>vita, perse la vista, continu\u00f2 a dettare testi di matematica. Mor\u00ec nella sua citt\u00e0<br>natale il 12 ottobre 1492.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/7\/7b\/Ritratto_di_Piero_della_Francesca.jpg\" alt=\"Immaggine:Ritratto di Piero della Francesca.jpg - Wikipedia\" style=\"width:250px;height:auto\"\/><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Altre opere importanti di Piero della Francesca<\/h3>\n\n\n\n<p><strong>Resurrezione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.artesvelata.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/EDM_1818.jpg\" alt=\"La Resurrezione di Piero della Francesca - Arte Svelata\" style=\"width:839px;height:auto\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Luogo:Museo Civico di Sansepolcro.<br>\u2022&nbsp; Tecnica: Affresco<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022&nbsp; Descrizione: Cristo risorge solenne dal sepolcro, sguardo fisso e ieratico, con il<br>vessillo della vittoria.<br>\u2022&nbsp; Quattro soldati dormono ai suoi piedi in scorci audaci.<br>\u2022&nbsp; Paesaggio diviso: sinistra invernale (morte), destra primaverile (vita).<br>Dettaglio importante: Il soldato centrale senza elmo \u00e8 probabilmente<br>l\u2019autoritratto di Piero.<br>Significato: Immagine di rinascita spirituale e civica. Simbolo di ordine, armonia e<br>speranza.<br>Curiosit\u00e0: Salvata dalla distruzione nella II Guerra Mondiale grazie a un ufficiale<br>inglese che riconobbe l\u2019opera di Piero.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La flagellazione di Cristo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/8\/85\/Piero%2C_flagellazione_11.jpg\/1280px-Piero%2C_flagellazione_11.jpg\" alt=\"Flagellazione di Cristo (Piero della Francesca) - Wikipedia\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>\u2022&nbsp; Tecnica: Tempera su tavola (58,4 \u00d7 81,5 cm)<br>\u2022&nbsp; Data: 1455-1460 circa (alcuni dicono 1459-1460)<br>\u2022&nbsp; Luogo: Galleria Nazionale delle Marche, Urbino<br>Descrizione<br>L\u2019opera \u00e8 divisa in due zone spaziali ben distinte:<br>\u2022&nbsp; A sinistra (sfondo): la scena sacra vera e propria. Cristo \u00e8 legato a una<br>colonna classica e viene flagellato da due carnefici. Pilato (spesso identificato<br>con l\u2019imperatore bizantino Giovanni VIII Paleologo) assiste seduto in trono. Un<br>uomo col turbante (forse un consigliere o un turco) \u00e8 di spalle. L\u2019architettura \u00e8<br>rigorosissima, con pavimento a intarsi prospettici e lacunari sul soffitto.<br>\u2022&nbsp; A destra (primo piano): tre figure contemporanee (del XV secolo) conversano<br>all\u2019aperto, sotto un portico. Sono elegantemente vestite e indifferenti alla scena<br>sacra che si svolge alle loro spalle.<br>La prospettiva \u00e8 perfetta e calcolatissima: le due scene sono separate da una<br>colonna centrale e collegate da un rapporto aureo. La luce arriva da direzioni<br>diverse, accentuando la divisione temporale e spaziale.<br>Firma dell\u2019autore: \u00abOPVS PETRI DE BVRGO S[AN]C[T]I SEPVLCRI\u00bb sul gradino<br>del trono di Pilato.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Huang Zheming Il Doppio ritratto dei Duchi di Urbino (noto anche come Dittico dei Duchi di Urbino) \u00e8uno dei capolavori assoluti del Rinascimento italiano, dipinto da Piero della Francesca trail 1465 e il 1472 circa. 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