{"id":801,"date":"2019-04-16T12:00:59","date_gmt":"2019-04-16T10:00:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.galileiarezzofad.it\/giornalino\/?p=801"},"modified":"2019-04-14T22:45:42","modified_gmt":"2019-04-14T20:45:42","slug":"gli-anime","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/2019\/04\/16\/gli-anime\/","title":{"rendered":"Gli Anime"},"content":{"rendered":"\n<p>Il termine \u201canime\u201d (\u30a2\u30cb\u30e1\/anime\/), dall\u2019abbreviazione di \u201canimeshon\u201d (dalla parola inglese \u201canimation\u201d, animazione), \u00e8 una parola nuova con la quale in Giappone, a partire dalla fine degli anni settanta, si indicano l\u2019animazione e i film d\u2019animazione, fino ad allora chiamati \u201cdoga eiga\u201d (\u52d5\u753b \u6620\u753b, film animato) oppure \u201cmanga eiga\u201d (\u6f2b\u753b \u6620\u753b, film di fumetti). In occidente il termine \u201canime\u201d viene utilizzato per indicare qualsiasi opera d\u2019animazione di produzione giapponese da sempre. <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;inizo<\/h2>\n\n\n\n<p>Nel 1914, il pittore Seitaro Kitayama e i vignettisti Oten Shimokawa e Jun\u2019ichi Kouchi, sperimentarono, ognuno autonomamente, alcune tecniche di animazione rudimentali come, ad esempio, fotografare in sequenza disegni realizzati col gesso su di una lavagna. Nel 1917, a pochi mesi l\u2019uno dall\u2019altro, furono presentati diversi filmati d\u2019animazione all\u2019epoca chiamati \u201csenga eiga\u201d (\u817a\u753b \u6620\u753b, film di linee); in seguito furono creati altri video con tecniche d\u2019animazione sempre pi\u00f9 innovate. Nel 1932 venne proiettata la prima produzione con il sonoro parlato, che per\u00f2 non reggeva,ancora, il confronto con le coeve produzioni americane. Proprio negli anni trenta, tuttavia, la politica espansionistica del Governo giapponese prese ad imporre uno stretto controllo sull\u2019industria cinematografica e anche la produzione di animazioni, caratterizzata da una grande carenza di fondi, venne incoraggiata e finanziata soprattutto come strumento di propaganda. Cos\u00ec venne prodotto, nel 1945, il primo lungometraggio giapponese: \u201cMomotaro umi no shinpei\u201d (\u6843\u592a\u90ce \u6d77\u306e\u795e\u5175, Momotaro: God Warriors of the Sea).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"480\" src=\"http:\/\/www.galileiarezzofad.it\/giornalino\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/MomotaroUminoShinpei01.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-802\" srcset=\"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/MomotaroUminoShinpei01.jpg 640w, https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/MomotaroUminoShinpei01-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><figcaption>Momotaro umi no shinpei<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il dopoguerra<\/h2>\n\n\n\n<p>&nbsp;Dopo la fine della seconda guerra mondiale <a>la grave crisi <\/a>mut\u00f2 radicalmente la situazione dell\u2019animazione giapponese e ci vollero diversi anni perch\u00e9 l\u2019attivit\u00e0 riprendesse costantemente. La produzione che segn\u00f2 l\u2019inizio vero e proprio dell\u2019animazione nipponica fu anche il primo lungometraggio animato a colori, nonch\u00e9 primo della \u201cToei Doga\u201d (Toei Animation Co., uno studio d\u2019animazione giapponese nel 1948): \u201cla leggenda del serpente bianco\u201d (\u767d\u86c7\u4f1d, Hakujaden), realizzato nel 1958; a questo seguirono numerosi lungometraggi prodotti dalla Toei che vennero distribuiti anche in occidente.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"721\" height=\"500\" src=\"http:\/\/www.galileiarezzofad.it\/giornalino\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Annotazione-2019-04-13-162535.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-803\" srcset=\"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Annotazione-2019-04-13-162535.jpg 721w, https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Annotazione-2019-04-13-162535-300x208.jpg 300w, https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Annotazione-2019-04-13-162535-392x272.jpg 392w, https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Annotazione-2019-04-13-162535-130x90.jpg 130w\" sizes=\"(max-width: 721px) 100vw, 721px\" \/><figcaption>la leggenda del serpente bianco<br><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;industria dell&#8217;anime<\/h2>\n\n\n\n<p> L\u2019industria dell\u2019anime moderna deve, senza dubbio la sua nascita e fortuna a due fattori determinanti: l\u2019esistenza in Giappone di un mercato dei fumetti (manga), estremamente fiorente e dinamico, e l\u2019avvento della televisione negli anni sessanta. Il giorno della messa in onda del primo episodio della serie televisiva in bianco e nero \u201cTetsuwan Atom\u201d (Astro Boy), di Osamu Tezuka, \u00e8 stato il 1\u00b0 gennaio 1963, questo giorno perci\u00f2 pu\u00f2 essere considerato la data di nascita dell\u2019industria moderna dell\u2019animazione giapponese: prodotta dalla Mushi Production, fondata dallo stesso Tezuka, e tratta dal suo omonimo manga, la serie riscuoter\u00e0 molto successo anche all\u2019estero e conter\u00e0 alla fine ben 193 episodi, l\u2019ultimo dei quali trasmesso in Giappone &nbsp;alla fine del 1966.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"721\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.galileiarezzofad.it\/giornalino\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/3383438161_e12fe800f7_b-721x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-804\" srcset=\"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/3383438161_e12fe800f7_b.jpg 721w, 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class=\"wp-block-list\"><li>Shojo (per ragazze dai 10 anni in su);<ul><li>Maho shojo, storie con protagoniste dotate di poteri magici;<\/li><\/ul><ul><li>Shojo-ai, storie d\u2019amore tra ragazze;<\/li><\/ul><ul><li>Shonen-ai, storie d\u2019amore tra ragazzi;<\/li><\/ul><ul><li>Ren\u2019ai, storie d\u2019amore;<\/li><\/ul><ul><li>Romakome, commedie romantiche;<\/li><\/ul><\/li><li>Shonen (per ragazzi dai 10 anni in su);<ul><li>SF, storie di fantascienza;<\/li><\/ul><ul><li>Mecha, storie di fantascienza incentrate sui robot;<\/li><\/ul><ul><li>Spokon, storie sportive;<\/li><\/ul><ul><li>Meitantei, storie poliziesche;<\/li><\/ul><ul><li>Fantasi, storie fantastiche e fantasy;<\/li><\/ul><\/li><li>Seinen (per un pubblico maschile dai 18 anni in su) e Josei (o Redisu, per un pubblico femminile dai 18 anni in su);<ul><li>Gekiga, storie drammatiche;<\/li><\/ul><ul><li>Gore (oppure Kyofu o Hora), storie violente, del terrore o dell\u2019orrore;<\/li><\/ul><ul><li>Hentai, storie a carattere pornografico;<\/li><\/ul><ul><li>Ecchi, storie a carattere erotico.<\/li><li><\/li><\/ul><\/li><\/ul>\n\n\n\n<p style=\"text-align:right\">Capacci Martina, Jin Yuxin Angelica<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il termine \u201canime\u201d (\u30a2\u30cb\u30e1\/anime\/), dall\u2019abbreviazione di \u201canimeshon\u201d (dalla parola inglese \u201canimation\u201d, animazione), \u00e8 una parola nuova con la quale in Giappone, a partire dalla fine degli anni settanta, si indicano l\u2019animazione e i film d\u2019animazione, fino ad allora chiamati \u201cdoga eiga\u201d (\u52d5\u753b \u6620\u753b, film animato) oppure \u201cmanga eiga\u201d (\u6f2b\u753b \u6620\u753b,<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":805,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"episode_type":"","audio_file":"","cover_image":"","cover_image_id":"","duration":"","filesize":"","date_recorded":"","explicit":"","block":"","itunes_episode_number":"","itunes_title":"","itunes_season_number":"","itunes_episode_type":"","filesize_raw":"","footnotes":""},"categories":[22,66],"tags":[],"class_list":["post-801","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-fumetti","category-numero-3"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/801"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=801"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/801\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":820,"href":"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/801\/revisions\/820"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/805"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=801"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=801"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=801"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}