{"id":7228,"date":"2026-03-15T14:53:01","date_gmt":"2026-03-15T13:53:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/?p=7228"},"modified":"2026-03-15T22:55:33","modified_gmt":"2026-03-15T21:55:33","slug":"tardigradi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/2026\/03\/15\/tardigradi\/","title":{"rendered":"Tardigradi"},"content":{"rendered":"\n<p>Di Giovanni Maffucci e Samuele Dini<\/p>\n\n\n\n<p>I tardigradi sono piccolissimi animaletti che riescono a sopravvivere in condizioni estreme, dalle cime delle montagne, agli abissi pi\u00f9 profondi, fino allo spazio, grazie ad una capacit\u00e0 insolita!<br><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>I tardigradi (Tardigrada Spallanzani, 1776), noti pi\u00f9 comunemente come &#8220;orsi d&#8217;acqua&#8221; o &#8220;maialini del muschio&#8221;, sono un phylum di micro-animali a otto zampe. Furono descritti per la prima volta dallo zoologo tedesco Johann August Ephraim Goeze nel 1773, che li chiam\u00f2 Kleiner Wasserb\u00e4r, &#8220;piccoli orsi d&#8217;acqua&#8221;. Nel 1776 il biologo italiano Lazzaro Spallanzani li denomin\u00f2 Tardigrada, che significa &#8220;camminatori lenti&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Appartengono al phylum Tardigrada, che comprende circa 1300 specie note e sono strettamente imparentati con gli artropodi (come, ad esempio, crostacei e insetti) e i nematodi (vermi cilindrici che abitano molti ambienti diversi e che spesso infestano piante e animali).<\/p>\n\n\n\n<p>Questi piccolissimi animali misurano pochi decimi di millimetro (in media, la lunghezza degli adulti va da 50 a 1200 \u03bcm), hanno le sembianze di un bruco a 8 zampe, respirano con la cute e si cibano soprattutto di cellule vegetali e altri microrganismi tramite un apparato succhiante con cui &#8220;aspirano&#8221; nutrienti. In alcuni casi possono anche praticare il cannibalismo, cibandosi di altri simili.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">TECNINE RIPRODUTTIVE<\/h2>\n\n\n\n<p>La maggior parte delle specie di tardigradi presenta individui sia maschili che femminili, che si accoppiano attraverso pi\u00f9 modalit\u00e0. In generale, le femmine depongono le uova; quelle di Austeruseus faeroensis sono sferiche, con un diametro di 80 \u03bcm. In altre specie le uova possono essere ovoidali, oppure sferiche con ornamentazioni superficiali piramidali o a forma di bottiglia. Alcune specie invece sembrano non avere maschi, suggerendo che la partenogenesi sia comune.<\/p>\n\n\n\n<p>Entrambi i sessi possiedono una singola gonade (un ovario o un testicolo) situata sopra l&#8217;intestino. Le femmine hanno un unico ovidotto che si apre appena sopra l&#8217;ano oppure direttamente nel retto, formando una cloaca.<\/p>\n\n\n\n<p>Il maschio pu\u00f2 depositare lo sperma nella cloaca, oppure pu\u00f2 perforare la cuticola della femmina e immettere lo sperma direttamente nella sua cavit\u00e0 corporea, per fertilizzare le uova direttamente nell&#8217;ovario. Un terzo meccanismo, consiste nel deporre lo sperma sotto la cuticola della femmina; quando essa muda, depone le uova all&#8217;interno della cuticola abbandonata, dove vengono fecondate. In alcune specie acquatiche \u00e8 presente un comportamento di corteggiamento, in cui il maschio accarezza la partner con i suoi cirri per stimolarla a deporre le uova; la fecondazione avviene poi esternamente.<\/p>\n\n\n\n<p>A seconda della specie vengono deposte fino a 30 uova. Le uova dei tardigradi terrestri hanno gusci resistenti alla siccit\u00e0. Le specie acquatiche incollano le loro uova al substrato oppure le lasciano nella cuticola abbandonata dopo la muta. Le uova si schiudono entro 14 giorni, e i piccoli utilizzano i loro stili per aprire il guscio dell&#8217;uovo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"682\" src=\"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image.jpeg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 01-tardigrade-1024x682.jpg\" class=\"wp-image-7425\" style=\"width:740px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image.jpeg 1024w, https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-300x200.jpeg 300w, https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-768x512.jpeg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>PERCHE I TARDIGRADI SONO PRATICAMENTE INDISTRUTTIBILI?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Nonostante siano stati bolliti, congelati, essiccati, esposti a radiazioni cosmiche e sparati nello spazio senza luce e ossigeno\u2026 sono sopravvissuti.<\/p>\n\n\n\n<p>In gran parte s\u00ec, sono dei veri highlander! Vediamo i risultati di questi esperimenti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>BOLLITI E CONGELATI PER 30 ANNI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Visti i luoghi estremi in cui riescono a vivere i tardigradi, molti studiosi e ricercatori hanno voluto studiare fino a che temperature riuscisse a resistere.<\/p>\n\n\n\n<p>I risultati mostrano che, da un lato,sono in grado di sopravvivere a temperature di circa 150\u00b0C e, dall&#8217;altro, a -200 \u00b0C circa, anche se per tempi piuttosto brevi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Alcune specie polari potrebbero addirittura mantenersi in vita a -272\u00b0C, solo un grado sopra lo zero assoluto!<\/p>\n\n\n\n<p>Un team di ricercatori giapponesi, invece, \u00e8 riuscito a rianimare dei tardigradi dopo ben trent&#8217;anni di congelamento. Gli esemplari sono stati raccolti in Antartide negli anni &#8217;80, congelati a -20\u00b0C e scongelati appena nel 2014: uno di questi \u00e8 riuscito a sopravvivere e addirittura a riprodursi subito dopo, deponendo diverse uova, molte delle quali si sono schiuse.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"630\" height=\"354\" src=\"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/tardigradi-luna.630x360-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7270\" srcset=\"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/tardigradi-luna.630x360-1.jpg 630w, https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/tardigradi-luna.630x360-1-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 630px) 100vw, 630px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>LA RESISTENZA A PRESSIONI ELEVATISSIME<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La maggior parte degli organismi pluricellulari e dei batteri non sopravvive a pressioni pi\u00f9 alte di 300 megapascal. I tardigradi, tuttavia, &#8220;vincono&#8221; su tutti. Sono infatti in grado di sopravvivere a oltre 600 megapascal, l&#8217;equivalente di 6.000 volte la pressione dell&#8217;atmosfera al livello del mare, cos\u00ec come pubblicato su Nature. In un altro studio, pubblicato su Astrobiology nel 2021 mostra come alcuni tardigradi essiccati siano sopravvissuti a un impatto schiacciante di circa 1,14 gigapascal di pressione a seguito di uno sparo da un cannone ad alta velocit\u00e0, viaggiando a quasi 900 metri al secondo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Questi dati potrebbero supportare la teoria della panspermia che sostiene che la vita biologica (cio\u00e8 le cellule e le molecole organiche) possa viaggiare da un corpo celeste all&#8217;altro per mezzo di meteore. Secondo alcuni, i tardigradi potrebbero quindi sopravvivere ai tipici impatti che si verificano naturalmente nel Sistema Solare e viaggiare tra i pianeti. Attenzione, per\u00f2: niente di confermato, \u00e8 solo una teoria<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tecniche di sopravvivenza e punto debole dei tardigradi<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Il meccanismo che gli consente tutto ci\u00f2 \u00e8 la criptobiosi, una forma di ibernazione estrema che molti organismi microscopici applicano quando le condizioni ambientali sono particolarmente ostili. Il tardigrado \u00e8 in grado di rallentare il metabolismo, quindi le proprie funzioni vitali&nbsp; per periodi molto lunghi, attendendo le condizioni favorevoli per &#8220;riattivarsi&#8221;. In pratica espelle tutta l&#8217;acqua che pu\u00f2, protegge DNA e cellule grazie a sostanze che ne evitano i danni e si appallottola su s\u00e9 stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo avviene ogni qual volta gli animali si&nbsp; trovano in assenza di umidit\u00e0, un fattore di cui necessitano per alimentare il metabolismo. Invece di morire si &#8220;bloccano&#8221; finch\u00e9 non trovano di nuovo le condizioni per riattivarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Escludendo eventuali periodi di criptobiosi(che possono prolungare la loro durata di vita di numerosi decenni), i tardigradi generalmente vivono per un paio di mesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia i tardigradi non sono completamente \u201cimmortali\u201d, a differenza dei tardigradi essiccati, quelli &#8220;metabolicamente attivi&#8221; che non hanno avuto il tempo di acclimatarsi, sono vulnerabili alle alte temperature (tra i 37 e i 38 \u00b0C).<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Sitografia:<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.geopop.it\/tardigradi-gli-orsetti-dacqua-indistruttibili-che-possono-resistere-perfino-nello-spazio\">https:\/\/www.geopop.it\/tardigradi-gli-orsetti-dacqua-indistruttibili-che-possono-resistere-perfino-nello-spazio<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Tardigrada\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Tardigrada<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.fstfirenze.it\/tardigrado-scienza-dna\">https:\/\/www.fstfirenze.it\/tardigrado-scienza-dna<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/tardigradi\/#google_vignette\">https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/tardigradi\/#google_vignette<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Foto:<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.fondazioneleonardo.com\/stories\/tardigradi-superpoteri-perche-piccoli-animali-nostri-alleati-medicina-spazio\">https:\/\/www.fondazioneleonardo.com\/stories\/tardigradi-superpoteri-perche-piccoli-animali-nostri-alleati-medicina-spazio<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.nationalgeographic.it\/scienza\/2020\/02\/tardigradi-le-creature-che-potrebbero-sopravvivere-allapocalisse\">https:\/\/www.nationalgeographic.it\/scienza\/2020\/02\/tardigradi-le-creature-che-potrebbero-sopravvivere-allapocalisse<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.focus.it\/ambiente\/animali\/tardigradi-eterni-ecco-lo-scudo-proteico-che-li-rende-indistruttibili\">https:\/\/www.focus.it\/ambiente\/animali\/tardigradi-eterni-ecco-lo-scudo-proteico-che-li-rende-indistruttibili<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Giovanni Maffucci e Samuele Dini I tardigradi sono piccolissimi animaletti che riescono a sopravvivere in condizioni estreme, dalle cime delle montagne, agli abissi pi\u00f9 profondi, fino allo spazio, grazie ad una capacit\u00e0 insolita! I tardigradi (Tardigrada Spallanzani, 1776), noti pi\u00f9 comunemente come &#8220;orsi d&#8217;acqua&#8221; o &#8220;maialini del muschio&#8221;, sono<\/p>\n","protected":false},"author":154,"featured_media":7255,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"episode_type":"","audio_file":"","cover_image":"","cover_image_id":"","duration":"","filesize":"","date_recorded":"","explicit":"","block":"","itunes_episode_number":"","itunes_title":"","itunes_season_number":"","itunes_episode_type":"","filesize_raw":"","footnotes":""},"categories":[16,312],"tags":[114],"class_list":["post-7228","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-biologico-ambientale","category-numero-1-2025-26","tag-curiosita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7228"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/154"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7228"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7228\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7428,"href":"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7228\/revisions\/7428"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7255"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7228"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7228"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7228"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}