{"id":5620,"date":"2023-04-11T19:00:00","date_gmt":"2023-04-11T17:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/?p=5620"},"modified":"2023-06-08T22:03:16","modified_gmt":"2023-06-08T20:03:16","slug":"michelangelo-buonarroti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/2023\/04\/11\/michelangelo-buonarroti\/","title":{"rendered":"Michelangelo Buonarroti"},"content":{"rendered":"\n<p>Di Becherini Alice<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Captivi e Prigioni <\/h2>\n\n\n\n<p>Michelangelo Buonarroti \u00e8 stato il pi\u00f9 grande artista del Cinquecento. Come tutti gli altri grandi artisti di quest\u2019epoca, anch\u2019egli arriv\u00f2 alla conclusione, che la bellezza esteriore distoglieva dalla ricerca della spiritualit\u00e0 ed arriv\u00f2 addirittura a pensare che sarebbe andato all\u2019inferno, poich\u00e9 quand\u2019era giovane aveva cercato di rappresentare i corpi belli perch\u00e9 la bellezza era propria del divino.<\/p>\n\n\n\n<p>Scultore e artista: Michelangelo predilige la scultura in pietra, poich\u00e9 afferma che nel marmo la scultura \u00e8 gi\u00e0 all&#8217;interno del blocco stesso, e quindi il compito dello scultore \u00e8 quello di togliere la materia in eccesso in modo tale da tirar fuori la scultura; famosissimi sono a questo proposito gli incompleti: statue lasciate- secondo volont\u00e0 dell&#8217;artista- incomplete e abbozzate. I corpi di Michelangelo,sia in pittura che in scultura, a parte rare eccezioni, sono titanici, muscolosissimi, persino quelli delle donne.<\/p>\n\n\n\n<p>Prigioni<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"333\" data-id=\"5670\" src=\"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/I-Prigioni-o-Schiavi-di-Michelangelo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5670\" srcset=\"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/I-Prigioni-o-Schiavi-di-Michelangelo.jpg 800w, https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/I-Prigioni-o-Schiavi-di-Michelangelo-300x125.jpg 300w, https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/I-Prigioni-o-Schiavi-di-Michelangelo-768x320.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p>Le sei statue definite <em>Prigioni<\/em> scolpite da Michelangelo nel corso di quasi vent\u2019anni erano destinate alla tomba di papa Giulio II. Il progetto nel corso degli anni fu rivisto diverse volte e port\u00f2 alla eliminazione delle statue dalla tomba. La prima stesura del progetto, del 1505 prevedeva un numero di sedici\/venti <em>Prigioni<\/em>. Le sculture erano destinate al piano inferiore del monumento. Di grandezza superiore a quella umana dovevano apparire molto possenti. Il loro corpo incatenato e le posture differenti. Nel 1513 il progetto venne rivisto e i <em>Prigioni<\/em> ridotti a dodici. Poi a otto nel progetto del 1516. Quindi ulteriormente limitati nel quarto del 1526 e nel quinto del 1532. Furono infine abbandonati nel 1542.<\/p>\n\n\n\n<p>I due <em>Prigioni<\/em> terminati e chiamati Schiavo morente e Schiavo ribelle furono scolpiti a Roma. Si trovano oggi al museo del Louvre di Parigi. Michelangelo li don\u00f2 a Roberto Strozzi nel 1546 per ripagarlo della sua generosa ospitalit\u00e0. Quando il nobile venne esiliato a Lione a causa della sua opposizione a Cosimo I de\u2019 Medici port\u00f2 con s\u00e9 le due statue. I due schiavi in seguito alla Rivoluzione Francese passarono al Museo Del Louvre.<\/p>\n\n\n\n<p>I quattro <em>Prigioni<\/em> scolpiti a Firenze sono ora esposti presso l\u2019Accademia. I loro nomi sono Schiavo barbuto, Schiavo morente, Schiavo Atlante e Schiavo che si ridesta. Gli storici non sono concordi nel determinare una precisa datazione. Il periodo di realizzazione \u00e8 quindi indicato tra gli anni 1519 e 1534. Le statue rimasero nello studio di Michelangelo fino al 1564. In tale data il nipote Leonardo Buonarroti don\u00f2 le sculture al granduca Cosimo I che le colloc\u00f2 nel giardino di Boboli.<\/p>\n\n\n\n<p>Sei grandi Prigioni furono scolpiti da Michelangelo <strong>per ornare il monumento funerario di papa Giulio II<\/strong>. Quando le statue furono eliminate dal progetto seguirono il destino espositivo che li port\u00f2 a Firenze e a Parigi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/san-lorenzo-firenze.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5675\" width=\"841\" height=\"437\" srcset=\"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/san-lorenzo-firenze.jpg 770w, https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/san-lorenzo-firenze-300x156.jpg 300w, https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/san-lorenzo-firenze-768x399.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 841px) 100vw, 841px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>La funzione dei Prigioni era quella di movimentare l&#8217;architettura del monumento sepolcrale, talora scivolando lungo i pilastri, talora distanziandosene e protendendosi verso lo spettatore per aumentare il senso di tridimensionalit\u00e0 dell&#8217;insieme. Particolarmente celebri sono i Prigioni fiorentini che proprio dal loro stato non-finito traggono una straordinaria energia, come se fossero colti nell&#8217;atto primordiale di liberarsi dal carcere della pietra grezza, in un&#8217;epica lotta contro il caos. I Prigioni fiorentini, in diversi stati di finitura, permettono di approfondire la tecnica scultorea usata da Michelangelo, che avviava il blocco tirando innanzitutto fuori la veduta principale, e poi completando il resto scalpellando via il materiale circostante.<\/p>\n\n\n\n<p>La tomba di Giulio II \u00e8 un progetto architettonico e scultoreo di Michelangelo Buonarroti che, nella sua versione definitiva ma ridotta, \u00e8 collocato nella basilica di San Pietro in Vincoli a Roma. Scrisse il suo biografo ufficiale, Ascanio Condivi, che l&#8217;impresa gli arrec\u00f2 \u201cinfiniti impacci, dispiaceri e travagli e, quel ch&#8217;\u00e8 peggio, per la malizia di certi uomini, infamia, della quale appena dopo molti anni s&#8217;\u00e8 purgato.\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>sitografia:  informazioni prese dal sito di wikipedia e tre-cani <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"950\" height=\"700\" data-id=\"5687\" src=\"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/e5y5y35y335.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5687\" srcset=\"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/e5y5y35y335.jpg 950w, https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/e5y5y35y335-300x221.jpg 300w, https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/e5y5y35y335-768x566.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 950px) 100vw, 950px\" \/><\/figure>\n<\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Becherini Alice Captivi e Prigioni Michelangelo Buonarroti \u00e8 stato il pi\u00f9 grande artista del Cinquecento. 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