{"id":3148,"date":"2021-04-01T14:00:00","date_gmt":"2021-04-01T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/?p=3148"},"modified":"2021-03-31T23:40:50","modified_gmt":"2021-03-31T21:40:50","slug":"addestramento-astronautico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/2021\/04\/01\/addestramento-astronautico\/","title":{"rendered":"Addestramento astronautico"},"content":{"rendered":"\n<p>di Matteo Billi<\/p>\n\n\n\n<p>Per addestramento astronautico si intende il processo di preparazione degli astronauti per una missione spaziale svolto nelle Agenzie spaziali dei vari Paesi. Esso \u00e8 composto in generale dagli addestramenti pre-volo, addestramenti durante il volo e la fase riabilitativa post-volo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Alla NASA, dopo la fase di selezione, i candidati astronauti devono seguire l&#8217;addestramento di base di due anni per diventare astronauti ufficialmente qualificati. Ci\u00f2 viene fatto perch\u00e9 ogni candidato astronauta, prima di venir selezionato, era un esperto in un determinato campo scientifico, mentre per il lavoro di astronauta \u00e8 indispensabile avere una conoscenza di base in numerosi campi.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;addestramento si basa sui sistemi della ISS, addestramenti delle attivit\u00e0 extraveicolari( lavoro nello spazio e all&#8217;esterno della sua navicella spaziale) e della tuta EMU, conoscenze robotiche, studio base della navicella e dei suoi sistemi in lingua russa e, per gli astronauti senza esperienze di pilotaggio degli aerei, corso di addestramento sul T-38. Completati i due anni di addestramento, i candidati astronauti vengono qualificati ufficialmente come astronauti. <\/p>\n\n\n\n<p>Qui \u00e8 riportata l&#8217;evoluzione prossima delle tute spaziali:<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"627\" src=\"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/macca4-1024x627.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3188\" srcset=\"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/macca4-1024x627.jpg 1024w, https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/macca4-300x184.jpg 300w, https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/macca4-768x470.jpg 768w, https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/macca4.jpg 1041w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>In attesa di una missione spaziale, vengono assegnati ai vari dipartimenti dell&#8217;Ufficio astronauti dove acquisiscono ulteriori conoscenze in quel campo, dagli ingegneri e tecnici della NASA.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti gli astronauti vengono spesso selezionati secondo tre gruppi principali: piloti, specialisti di missione ed educatori. Gli specialisti di missione si occupavano delle attivit\u00e0 extraveicolari, robotiche e conducono esperimenti scientifici; gli educatori condividono la conoscenza delle materie scientifiche e delle missioni spaziali con i cittadini pi\u00f9 piccoli, nonostante ci\u00f2 negli ultimi anni questo ruolo sia diventato secondario, avvicinandosi molto pi\u00f9 al ruolo di specialista di missione.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre a studiare la struttura dei veicoli e dei loro sistemi, gli astronauti passano molto tempo a svolgere simulazioni di attivit\u00e0 quotidiana nello spazio. Gli astronauti devono anche prendere confidenza con gli ambienti e i luoghi con cui entreranno in contatto. Si preparano al lancio e atterraggio utilizzando dei simulatori. Prima della missione, gli astronauti in genere si allenano per un totale complessivo di 300 ore all&#8217;interno di questi simulatori.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;addestramento di volo a bordo dell&#8217;aereo biposto T-38 \u00e8 sempre stato presente nel programma di addestramento della NASA. \u00c8 un addestramento molto importante perch\u00e9 costringe gli astronauti a pensare velocemente al cambiare delle situazioni e rimanere concentrati per un periodo di tempo esteso, condizione fondamentale per partecipare ad un volo spaziale.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno dei primi addestramenti che i candidati astronauti svolgono dopo esser stati selezionati \u00e8 l&#8217;addestramento di sopravvivenza. Di solito viene svolto in giungla e gli astronauti devono sopravvivere per tre giorni andando da un punto di partenza ad un punto di arrivo con i pochi mezzi di orientamento che gli vengono forniti imparando a lavorare in squadra per superare le difficolt\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Durante i due anni di addestramento viene soprattutto rafforzato il fisico, visto che si \u00e8 sviluppato nell\u2019ambiente terrestre e sottost\u00e0 alla sua gravit\u00e0. Il nostro corpo entrato a contatto con la gravit\u00e0 zero \u00e8 soggetto ad un grosso cambiamento; per questo \u00e8 importante che le nostre funzioni vitali siano al massimo delle loro prestazioni. Pu\u00f2 essere un esempio degli effetti della diversa gravit\u00e0 sul nostro corpo lo sforzo compiuto dal nostro cuore per pompare il sangue. Lo sforzo compiuto sar\u00e0 sicuramente proporzionale alla pressione esercitata su di noi. Ad esempio, durante la fase di lancio il cuore dovr\u00e0 faticare molto di pi\u00f9, a differenza di quando saremo in un ambiente a gravit\u00e0 zero dove lo sforzo sar\u00e0 quasi nullo.<\/p>\n\n\n\n<p>Fra le prime capacit\u00e0 che vengono allenate troviamo l&#8217;equilibrio e la coordinazione, fondamentali per le passeggiate nello spazio, quando gli astronauti lasciano la Stazione Spaziale per condurre ricerche o sistemare macchinari. Un esercizio pre-missione molto semplice, praticato in coppia, consiste nel sedersi su una palla d\u2019equilibrio uno di fronte all\u2019altro, senza toccare terra con i piedi, e lanciarsi diverse palline di forme, volumi e peso diversi. Questo esercizio \u00e8 utile per allenare contemporaneamente diversi elementi: la struttura fisica, gli addominali, la core stability e la coordinazione sotto sforzo. La combinazione di movimenti complessi sviluppa consapevolezza spaziale, agilit\u00e0 e coordinazione. Un&#8217;altra attivit\u00e0 spesso praticata \u00e8 l\u2019arrampicata, su roccia o su parete, una pratica indispensabile per sviluppare la coordinazione del tronco, della schiena, delle braccia e delle dita.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/macca5-1-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3206\" srcset=\"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/macca5-1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/macca5-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/macca5-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/macca5-1.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda l&#8217;ambiente a gravit\u00e0 zero sono stati sviluppati specifici macchinari, proprio per via dell\u2019assenza di gravit\u00e0 la quale rende tutti gli esercizi, con pesi o a corpo libero, nulli. Il classico esempio di questo genere di macchinari pu\u00f2 essere la cyclette con il sellino a cui ci si pu\u00f2 fissare, cos\u00ec da poter rimanere attaccati al macchinario.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per imparare a muoversi in microgravit\u00e0, gli astronauti partecipano ai voli parabolici, per 20 secondi, ripetuti per quaranta volte in un giorno; possono cos\u00ec sperimentare l&#8217;assenza di gravit\u00e0. A volte bastano anche solo i voli parabolici per mandare in confusione il sistema vestibolare (sistema sensoriale che fornisce il contributo principale al senso di equilibrio e all&#8217;orientamento spaziale allo scopo di coordinare il movimento con l&#8217;equilibrio.) degli astronauti, che di conseguenza si sentono male come accadrebbe all&#8217;inizio di un volo spaziale.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Simulazioni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Durante le fasi dell&#8217;atterraggio possono verificarsi delle situazioni di emergenza che porteranno la Sojuz (veicolo spaziale) ad atterrare in un punto non identificabile in anticipo. Ad esempio, l&#8217;equipaggio potrebbe non atterrare sulla terra, come avviene normalmente, ma sull&#8217;acqua. In vista di incidenti di questo tipo, il dipartimento del GCTC che si occupa degli addestramenti d&#8217;emergenza fa addestrare i candidati cosmonauti russi e gli equipaggi che voleranno a bordo della Sojuz a queste situazioni, in modo da essere preparati fisicamente e psicologicamente a qualsiasi scenario. L&#8217;addestramento viene svolto nel lago vicino al Centro di soccorso Noginsk EMERCOM russo tra il mese di giugno e quello di luglio ogni anno. Oltre alla preparazione dell&#8217;equipaggio, questa esercitazione serve anche ad addestrare gli operatori che si occupano del recupero del modulo di discesa dopo l&#8217;atterraggio.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"682\" src=\"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Macca1-1-1024x682.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3177\" srcset=\"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Macca1-1-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Macca1-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Macca1-1-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Macca1-1.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Secondo le procedure generali successive all&#8217;atterraggio, se il modulo di discesa \u00e8 intatto, l&#8217;equipaggio deve restare a bordo il pi\u00f9 a lungo possibile finch\u00e9 le squadre di recupero non li vengono a recuperare. Ma, in caso di atterraggio di emergenza, le squadre di recupero impiegherebbero del tempo per raggiungere la capsula ed \u00e8 quindi importante decidere in fretta se restare a bordo o meno, dato che le batterie del Modulo hanno un tempo di utilizzo limitato. Di conseguenza, una volta scaricate le batterie la ventilazione interna alla capsula smetter\u00e0 di funzionare e sar\u00e0 necessario uscire velocemente dal modulo.<\/p>\n\n\n\n<p>Per far fronte a queste situazioni impreviste, i cosmonauti e gli astronauti prendono parte a tre addestramenti, quello a secco, quello lungo e quello corto.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante lo scenario di addestramento a secco, gli equipaggi svolgono sulla terra ferma una prova generale di evacuazione dal modulo di discesa della Sojuz. L&#8217;esercitazione inizia subito dopo un presunto atterraggio, in cui \u00e8 necessario togliersi la tuta spaziale Sokol all&#8217;interno del modulo di discesa, indossare tute termiche e la tuta Forel. L&#8217;operazione di svestizione e vestizione pu\u00f2 richiedere anche un&#8217;ora e mezzo di tempo, dato il piccolo spazio del modulo (3,5 m\u00b3, ci cui solo 2,5 m\u00b3 abitabile) e le alte temperature presenti nel modulo sigillato, tanto che i cosmonauti fanno a turno davanti ai bocchettoni di ventilazione per rinfrescarsi. Oggigiorno, grazie al progredire della tecnologia, la salute degli astronauti durante l&#8217;esercitazione viene costantemente monitorata dai medici del GCTC grazie a un sensore wireless che gli astronauti ingoiano prima di entrare nel modulo. Ecco ad esempio una simulazione dello SpaceX:<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"560\" height=\"315\" src=\"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/macca3.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3183\" srcset=\"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/macca3.jpg 560w, https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/macca3-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 560px) 100vw, 560px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Il lavoro che gli equipaggi svolgono durante l&#8217;addestramento lungo \u00e8 molto simile a quello a secco ma stavolta il modulo di discesa viene fatto galleggiare sulla superficie del lago. Dopo essersi cambiati e pronti ad uscire dal modulo i cosmonauti lanciano in acqua il kit di sopravvivenza (NAZ, \u041d\u0410\u0417) per poi buttarsi a loro volta. Una volta che tutto l&#8217;equipaggio \u00e8 in acqua, essi si dispongono a forma di stella per mantenere il galleggiamento e accendono il segnalatore luminoso per farsi individuare dalle squadre di soccorso.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;esercitazione breve \u00e8 necessaria nelle situazioni in cui, dopo l&#8217;atterraggio, il modulo di discesa sia danneggiato e imbarchi acqua. In quel caso l&#8217;equipaggio non ha il tempo per cambiarsi, e deve solamente prendere il kit di sopravvivenza e uscire dal modulo entro 8 minuti con ancora addosso le tute Sokol. Durante gli anni &#8217;70 e &#8217;80, queste esercitazioni hanno appunto dimostrato che se \u00e8 presente una falla nel Modulo, l&#8217;equipaggio aveva solo pochi minuti (8 \u2013 9 minuti) per uscire dal modulo e salvarsi.<br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Matteo Billi Per addestramento astronautico si intende il processo di preparazione degli astronauti per una missione spaziale svolto nelle Agenzie spaziali dei vari Paesi. 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