{"id":2614,"date":"2020-05-21T10:40:00","date_gmt":"2020-05-21T08:40:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/?p=2614"},"modified":"2020-05-15T17:07:44","modified_gmt":"2020-05-15T15:07:44","slug":"la-formula-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/2020\/05\/21\/la-formula-1\/","title":{"rendered":"La Formula 1"},"content":{"rendered":"\n<p>Di: Barneschi Mattia, Canacci Davide, Sanarelli Pietro, Tistarelli Luca.<\/p>\n\n\n\n<p>La categoria \u00e8 nata nel 1948 in sostituzione della Formula A, diventando poi a carattere mondiale nella stagione 1950.&nbsp;Il termine &#8220;Formula&#8221;, presente nel nome, fa riferimento a un insieme di regole alle quali tutti i partecipanti, le macchine e i piloti, devono adeguarsi; esse introducono un numero di restrizioni e specifiche nelle auto, al fine di evitare le eccessive disparit\u00e0 tecniche tra le auto, di porre dei limiti al loro sviluppo e di ridurre i rischi di incidenti. La Formula 1 ha avuto molti cambiamenti durante la sua storia. Ad esempio, ci sono stati differenti tipi di motori, con schemi da quattro fino a sedici cilindri e con cilindrate da 1,5 a 4,5.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La Formula 1 affonda le sue radici nelle corse automobilistiche di fine Ottocento, che incominciarono ad assumere lo status di Gran Premi dal 1906. Negli anni 1920, ci fu la prima seria regolamentazione delle gare, denominata &#8220;Formula Grand Prix&#8221;, e fu adottata principalmente in Europa.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/download.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2616\" width=\"525\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/download.jpg 343w, https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/download-300x129.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 525px) 100vw, 525px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Lo stesso regolamento fu alla base di tre edizioni di un Campionato Mondiale per Costruttori, di due edizioni di un &#8220;Campionato Internazionale&#8221; e delle cinque edizioni di un &#8220;Campionato Europeo Grand Prix&#8221; (dal 1935 al 1939) dominato da piloti e vetture tedesche.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, la prima gara valida per il campionato vero e proprio fu il Gran Premio di Gran Bretagna, disputato nel 1950. Il campionato prevedeva il titolo solo per i piloti, la cui classifica veniva fatta in base ai risultati ottenuti nelle sette gare previste in quegli anni, ovvero il Gran Premio di Svizzera, il Gran Premio di Monaco, il Gran Premio di Belgio, il Gran Premio di Francia, il Gran Premio d\u2019Italia, il gi\u00e0 citato Gran Premio di Gran Bretagna e la 500 miglia di Indianapolis. Quest\u2019ultima gara fu introdotta nella speranza di riuscire a coinvolgere nella storia della Formula 1 anche gli Stati Uniti: oltreoceano, per\u00f2, inizialmente non si ottenne un grande successo e questa gara fu inserita quindi solo nella prima edizione del campionato.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1958 venne introdotto anche il Campionato costruttori. Ecco dunque che le scuderie iniziarono a svilupparsi e poi ne nacquero anche di nuove. Negli anni \u201950, ad esempio, a dominare i primi Gran Premi furono le vetture italiane dell\u2019Alfa Romeo. In questi primi anni, per\u00f2, la gara automobilistica Formula 1 fu al centro di ampi dibattiti, al punto che in molti chiesero di chiuderla per sempre a causa dei numerosi incidenti mortali. La soluzione adottata per non arrivare a rimedi estremi fu la riduzione della potenza delle auto: per questo motivo, nel 1961 la cilindrata in Formula 1 fu fissata a 1500 cm\u00b3.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1970 apparvero per la prima volta la Lotus72 e la Lotus79, questi due modelli rivoluzionarono i modelli di automobile utilizzati nella Formula 1. Tutte le scuderie infatti presero spunto da questi due modelli per la creazione delle proprie auto ed inoltre ne migliorarono le prestazioni.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"680\" height=\"408\" src=\"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/lotus-72.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2617\" srcset=\"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/lotus-72.jpg 680w, https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/lotus-72-300x180.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>La Formula 1 negli anni \u201980 conobbe un ulteriore periodo di sviluppo a livello tecnico grazie ai motori turbo introdotti dalla Renault che aumentarono di molto la potenza e le prestazioni delle vetture. Per questo motivo, in seguito fu necessario adeguare i regolamenti a queste nuove caratteristiche tecniche.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli anni \u201990 nella storia della Formula 1 segnarono l\u2019introduzione dell\u2019elettronica nella costruzione delle vetture, con innovazioni come il cambio semiautomatico, il sistema anti bloccaggio e il controllo della trazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli anni 2000 hanno segnato la fine dell&#8217;era dei motori V10 con cilindrata 3 000 cm\u00b3 nella Formula 1: nella stagione 2006 la FIA impose a tutte le squadre l&#8217;utilizzo di motori con otto cilindri a V di 90\u00b0 e cilindrata di 2 400 cm\u00b3. L&#8217;unica squadra che richiese una deroga per correre con il vecchio V10 fu la Toro Rosso, che corse quindi con un motore Cosworth dell&#8217;anno precedente .Tutte le altre squadre corsero con motori V8 conformi alle nuove normative.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 2014 ha segnato una svolta epocale nella storia della Formula 1, col passaggio dai motori V8 aspirati agli innovativi V6 turbo-ibridi. Sulla spinta dei grandi costruttori e della presidenza della FIA, nella visione generale di mantenere la F1 la massima espressione della tecnologia automobilistica e di considerarla sempre pi\u00f9 anche un &#8220;laboratorio sperimentale&#8221; per le vetture da strada, la maggior parte dell&#8217;attenzione \u00e8 infatti stata rivolta all&#8217;introduzione dei nuovi motori turbo da 1 600 cm\u00b3. Questi propulsori hanno imposto una profonda rimodellazione di tutte le monoposto in quanto abbinati a due sistemi di recupero dell&#8217;energia cinetica frenante e dei gas di scarico della turbina (ossia due motogeneratori denominati rispettivamente MGU-K e MGU-H): il termine <em>power unit<\/em> identifica le nuove unit\u00e0 propulsive, che adottano cos\u00ec una doppia alimentazione combinata termica ed elettrica.<\/p>\n\n\n\n<p>La Formula 1 non si ricorda solo per le stupende vittorie, per i sorpassi all\u2019 ultima curva o per i successi di scuderie o piloti esordienti. Da ricordare infatti, sono stati nella storia, anche gli incidenti,  per fortuna non sempre  mortali, che sono rimasti negli annali di questo sport per la loro singolare dinamica. Vediamone alcuni, a cominciare da quello pi\u00f9 spaventoso che nel &#8217;76, sul circuito tedesco del Nurburgring, vide coinvolto Niki Lauda.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"810\" height=\"540\" src=\"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/94bf812e-3f6f-4179-97d7-f4d0ea8317cf.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2627\" srcset=\"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/94bf812e-3f6f-4179-97d7-f4d0ea8317cf.jpg 810w, https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/94bf812e-3f6f-4179-97d7-f4d0ea8317cf-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/94bf812e-3f6f-4179-97d7-f4d0ea8317cf-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 810px) 100vw, 810px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Anno 1976, al Nurburgring si correva il decimo round stagionale della F1. La Ferrari 312 T2 esce di pista al Bergwerk e dopo pochi secondi la monoposto viene colpita dalle vetture di Vertl e Lunger. In pochi attimi la sua auto si trasform\u00f2 in una pira e il pilota vi rimase prigioniero. Riusc\u00ec a salvarsi solo grazie all&#8217;intervento di Arturo Merzario, Harald Hertl, Guy Edwards e Bret Lunger, ma sul volto ha portato per tutto il resto della sua vita i segni di quel terribile incidente.<br><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"640\" src=\"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/abd0017-20190521_685609_20190521072850.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2645\" srcset=\"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/abd0017-20190521_685609_20190521072850.jpg 960w, https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/abd0017-20190521_685609_20190521072850-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/abd0017-20190521_685609_20190521072850-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Il GP degli Stati Uniti del 2006 fu una delle corse pi\u00f9 spaventose, soprattutto per come \u00e8 avvenuta la dinamica degli incidenti. Infatti, dopo il primo giro ci furono ben due incidenti. Il primo fu meno significativo dal punto di vista della gravit\u00e0, e coinvolse Franck Montagny, Mark Webber e Christian Klein, che si sono trovati tutti contemporaneamente ad affrontare la stessa curva con nessuno che volleva cedere il passo agli altri. Poco dopo per\u00f2, Juan Pablo Montoya fin\u00ec nel retro di Kimi Raikkonen, che ha sua volta impatt\u00f2 su Jenson Button per poi coinvolgere anche Nick Heidfeld. Risultato? Heidfeld and\u00f2 a finire sulla ghiaia, e mentre la sua auto era in  testacoda, le ruote e altre parti dell&#8217;auto cominciarono a schizzare in aria all \u2019impazzata. Fortunatamente nessun pilota ha subito danni ma la paura di team, e anche del pubblico, fu tanta.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"540\" src=\"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/68e7556e-8188-45f6-9992-67b3f21579c2-1024x540.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2626\" srcset=\"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/68e7556e-8188-45f6-9992-67b3f21579c2-1024x540.jpg 1024w, https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/68e7556e-8188-45f6-9992-67b3f21579c2-300x158.jpg 300w, https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/68e7556e-8188-45f6-9992-67b3f21579c2-768x405.jpg 768w, https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/68e7556e-8188-45f6-9992-67b3f21579c2-390x205.jpg 390w, https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/68e7556e-8188-45f6-9992-67b3f21579c2.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Come avete potuto intuire, la F1 ha subito molti cambiamenti nel corso della sua storia, molti dei quali riguardanti (fortunatamente) la sicurezza dei piloti ed \u00e8 arrivata ad un livello veramente buono.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli incidenti continuano ad esserci, proprio come la passione e l\u2019adrenalina che rendono questo sport cos\u00ec appassionante.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di: Barneschi Mattia, Canacci Davide, Sanarelli Pietro, Tistarelli Luca. 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