{"id":1005,"date":"2019-05-15T13:22:45","date_gmt":"2019-05-15T11:22:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.galileiarezzofad.it\/giornalino\/?p=1005"},"modified":"2019-06-10T11:21:30","modified_gmt":"2019-06-10T09:21:30","slug":"il-fumetto-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/2019\/05\/15\/il-fumetto-italiano\/","title":{"rendered":"Il Fumetto Italiano"},"content":{"rendered":"\n<p>di Martina Capacci e Angelica Jin Yu Xin.  <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;Inizio<\/h2>\n\n\n\n<p style=\"text-align:left\">Il 27 dicembre del 1908 \u00e8 considerata la data di nascita del fumetto italiano, quel giorno usc\u00ec il primo numero del &#8220;Corriere dei Piccoli&#8221;: un supplemento illustrato appartenente al giornale &#8220;Corriere della Sera&#8221;, ideato da Silvio Spaventa Filippi.  <br> Inizialmente, nei fumetti non erano presenti i balloon (&#8220;nuvolette&#8221; contenenti le battute dei personaggi), i dialoghi venivano scritti sotto le vignette. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.galileiarezzofad.it\/giornalino\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/unnamed-781x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1006\" width=\"490\" height=\"642\"\/><figcaption>Corriere dei piccoli<br><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Primo Dopoguerra e gli Anni Venti<\/h2>\n\n\n\n<p>Con l&#8217;avvento del Fascismo, il &#8220;Corriere dei Piccoli&#8221; divenne il medium della propaganda nazionalista di regime. Nel febbraio 1923, nelle edicole italiane, compare &#8220;Il Balilla&#8221;, giornalino a fumetti propagandistico in concorrenza con il &#8220;Corriere dei Piccoli&#8221;, dal quale prese ispirazione per la grafica. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.galileiarezzofad.it\/giornalino\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Balilla.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1007\" width=\"596\" height=\"793\" srcset=\"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Balilla.jpg 443w, https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Balilla-226x300.jpg 226w\" sizes=\"(max-width: 596px) 100vw, 596px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p> A differenza dei fumetti americani, quelli italiani erano destinati ad un pubblico infantile, i giornalini erano considerati come un passatempo per bambini.  <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gli Anni Trenta<\/h2>\n\n\n\n<p>Nel 17 dicembre del 1932 comparve nelle edicole la prima rivista settimanale a fumetti: Jumbo (edito da Lotario Vecchi); la quale fu anche la prima a pubblicare storie a puntate di produzione inglese, al posto delle gi\u00e0 famose produzioni americane come Topolino (il 31 dicembre dello stesso anno fu Nerbini a pubblicare il primo numero<a href=\"https:\/\/comicsando.wordpress.com\/il-fumetto\/topolino\/\"><\/a>.), Flash Gordon e Uomo mascherato. Nella rivista era presente l&#8217;ideologia fascista, dedita all&#8217;esaltazione delle virt\u00f9 civili; nella prima pagina di ogni numero si leggeva:<em>&#8220;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p> <em>&#8220;A tutti i lettori, piccoli e grandi, di JUMBO: Eccovi, o bimbi, un giornalino per voi; ed eccovi, o genitori, un vero e buon amico per i vostri figlioli. JUMBO vuol divertire i propri lettori ed insegnare loro tante belle cose! Le storielle, che verranno stampate su JUMBO, in nitide ed artistiche illustrazioni, avranno sempre un fine altamente morale: saranno una esaltazione delle virt\u00f9 civili che ogni bimbo italiano deve avere o prepararsi ad avere nell&#8217;esempio fulgidissimo del Re Vittorioso, e sotto la guida del Duce, che tanta parte delle sue cure dedica alla nuova giovent\u00f9 della patria. I racconti comici ed umoristici faranno certamente ridere, ma non disgiungeranno mai dalla comicit\u00e0 il dovere dell&#8217;insegnamento. E sar\u00e0 soprattutto e strettamente osservato che in JUMBO trionfi la pi\u00f9 sana morale e che mai e in nessun modo vengano offesi i delicati sentimenti dei suoi piccoli lettori&#8221;.<\/em> <\/p>\n\n\n\n<p>Lotario Vecchi, inoltre, propose una convivenza tra la vecchia didascalia e il balloon.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.galileiarezzofad.it\/giornalino\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Annotazione-2019-05-12-221416.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1015\" width=\"586\" height=\"458\" srcset=\"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Annotazione-2019-05-12-221416.jpg 443w, https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Annotazione-2019-05-12-221416-300x234.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 586px) 100vw, 586px\" \/><figcaption>Questa \u00e8 una vignetta tratta da uno dei fumetti di JUMBO che mostra la convivenza tra ballon e didascalia in rima<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>In seguito nacquero anche alcune riviste per adolescenti, che pubblicavano fumetti d&#8217;avventura americani. Nel 14 ottobre 1934, sempre Nerbini, pubblic\u00f2 &#8220;L\u2019Avventuroso&#8221; che ebbe molto successo, per l\u2019eliminazione delle didascalie a favore dei ballons e ospit\u00f2 quasi esclusivamente fumetti d\u2019avventura americani. Anche altre testate periodiche come &#8220;L\u2019Audace&#8221; e &#8220;L\u2019Intrepido&#8221; pubblicarono soprattutto materiale americano. Nel 1936 nacque il settimanale di orientamento cattolico Il Vittorioso, pubblicato fino al 1966 e distribuito sia in edicola sia nel circuito delle parrocchie, degli oratori e delle scuole cattoliche.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il secondo Dopoguerra e gli Anni Cinquanta<\/h2>\n\n\n\n<p>Dopo l&#8217;interruzione, dovuta alla guerra, alcune riviste come &#8220;Il Vittorioso&#8221;, &#8220;L&#8217;Intrepido&#8221;, &#8220;Corriere dei Piccoli&#8221;, ripresero la pubblicazione, mentre altre, come &#8220;L&#8217;Audace&#8221; e &#8220;L&#8217;Avventuroso&#8221;, non ripresero pi\u00f9, se non in forme diverse. Il &#8220;Corriere dei Piccoli&#8221; inizi\u00f2 a risentire della concorrenza nata negli anni trenta e tutte le riviste con le didascalie in rima vennero messe in secondo piano per tutto il decennio. &#8220;Il Vittorioso&#8221;, invece, raggiunse il successo; tra gli autori ci sono Benito Jacovitti (che realizz\u00f2 storie umoristiche come &#8220;Pippo, Pertica e Palla&#8221; e &#8220;Cocco Bill&#8221;) e Franco Caprioli (che realizz\u00f2 storie d&#8217;avventura come &#8220;Moby Dick&#8221;); nel 1951 Lino Landolfi cre\u00f2 il poliziotto italo-americano &#8220;Procopio&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla figura del supereroe, troppo vicina a quella del superuomo, venne sostituita la figura del giustiziere dall\u2019identit\u00e0 segreta, eroe umano mascherato. Il rinnovamento del fumetto italiano avvenne nel 1945, quando Alberto Ongaro e Mario Faustinelli inventarono l\u2019eroe mascherato d&#8217; ispirazione americana &#8220;Asso di Picche&#8221;. Inizi\u00f2 ad imporsi anche l\u2019immagine della donna aggressiva e provocante. In questo periodo nasce anche un nuovo tipo di fumetto, pi\u00f9 realistico, rivolto in particolar modo alle lettrici: il fotoromanzo. Tra i pi\u00f9 famosi quelli pubblicati dalla rivista &#8220;Grand Hotel&#8221; dei fratelli del Duca e Bolero Film di Mondadori. <\/p>\n\n\n\n<p>Gli anni Cinquanta videro l\u2019incredibile successo dei fumetti tascabili. Uscirono in Italia le storie disneyane pubblicate da Arnoldo Mondadori.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gli Anni Sessanta<\/h2>\n\n\n\n<p>In questi anni al fumetto viene riconosciuta una dignit\u00e0 di linguaggio pari a quella del romanzo tradizionale e una forte importanza artistica, questo grazie anche agli studi di importanti autori quali Umberto Eco, con il suo saggio &#8220;Apocalittici e integrati&#8221;, e Roberto Giammanco.<\/p>\n\n\n\n<p> In questo clima nasce il primo Salone Internazionale dei Comics a Bordighera. Data la crescente importanza attribuitagli, questo strumento comunicativo va sempre pi\u00f9 specializzandosi in base alle diverse fasce di et\u00e0 e differenti target socio-culturali rappresentati da una variegata gamma di consumatori.<\/p>\n\n\n\n<p>Nasce la figura dell\u2019eroe negativo, che non si riconosce nell\u2019ordine sociale esistente e per questo assume atteggiamenti anarchici. Questo antieroe si maschera per non farsi riconoscere e per non essere nessuno, non pu\u00f2 fare a meno di rubare ed \u00e8 continuamente sopraffatto da un forte desiderio di morte e distruzione. \u00c8 la nascita in Italia del fumetto noir italiano, il quale prende ispirazione dal suo predecessore francese &#8220;Fantax&#8221;, creato <strong>nel 1945<\/strong> da Marcel Navarro e Pier Mouchotte.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Il fumetto pi\u00f9 famoso \u00e8 sicuramente &#8220;Diabolik&#8221;, ideato dalle sorelle Giussani nel 1962. Il protagonista impersonifica un cinico e violento assassino, un ladro mascherato all\u2019antitesi del superuomo. Anche la sua compagna, Eva Kant, rispecchia un nuovo modo di rappresentare la femminilit\u00e0, pi\u00f9 vicina al modello maschile. Collaborarono alla creazione grafica gli illustratori Luigi Marchesi, Sergio Zambinoni, Enzo Facciolo, Glauco Corretti e Franco Paludetti. <\/p>\n\n\n\n<p> <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.galileiarezzofad.it\/giornalino\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/immagine.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1034\" width=\"361\" height=\"237\"\/><figcaption>DIABOLIK<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p> <br><\/p>\n\n\n\n<p> Il fumetto, per il buon riscontro con il pubblico giovanile, la velocit\u00e0 di rappresentazione e l\u2019immediatezza, diviene medium dell\u2019opposizione dei movimenti antagonisti e scena di una satira di costume e di politica molto aggressiva, metaforico, e talvolta irreale.  <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gli Anni Settanta<\/h2>\n\n\n\n<p> <br> L\u2019evento pi\u00f9 importante, per\u00f2, riguardo la storia del fumetto d\u2019autore moderno, non solo italiano, \u00e8 da considerarsi l\u2019uscita, nel 1975,del capolavoro di Hugo Pratt &#8220;Una ballata nel mare salato&#8221;, primo episodio del suo pi\u00f9 famoso personaggio &#8220;Corto Maltese&#8221;.   <\/p>\n\n\n\n<p>Corto Maltese \u00e8 un personaggio \u201ccult\u201d della migliore graphic novel europea, ma anche un vero e proprio mito letterario del Novecento. \u00c8 un viaggiatore, un ironico marinaio che unisce aspetto e carattere mediterraneo a una cultura anglosassone.Corto \u00e8 un antieroe che alla ricchezza preferisce libert\u00e0 e fantasia, \u00e8 un moderno Ulisse in grado di farci viaggiare nei luoghi pi\u00f9 affascinanti del mondo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"325\" height=\"155\" src=\"http:\/\/www.galileiarezzofad.it\/giornalino\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Corto-Maltese.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1166\" srcset=\"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Corto-Maltese.jpg 325w, https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Corto-Maltese-300x143.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 325px) 100vw, 325px\" \/><figcaption>Corto Maltese<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Il successo del fumetto italiano fa approdare in televisione  i programmi &#8220;Gulp!&#8221; (1972) e &#8220;SuperGulp! Fumetti in TV&#8221; (1977-1981). &#8220;I fumetti in TV&#8221; non erano cartoni animati ma immagini statiche di fumetti, sia italiane sia statunitensi, riprese e trasmesse in successione, mantenendo le nuvolette con le frasi dei personaggi, che venivano lette da doppiatori. &#8220;Linus&#8221;, una rivista italiana di fumetti, arriv\u00f2 a vendere 110 mila copie al mese, la casa editrice &#8220;Bonelli&#8221;, nel frattempo, prosegue con successo la pubblicazione di testate storiche come &#8220;Tex&#8221;, &#8220;Zagor&#8221;, &#8220;Il Comandante Mark&#8221;. A queste pubblicazioni  si aggiungono &#8220;Mister No&#8221; (1975) ideato da Guido Nolitta e primo fumetto non western, appartenente alla &#8220;Bonelli&#8221;, ambientato in Amazzonia negli anni &#8217;50, e &#8220;Ken Parker&#8221; (1974), personaggio particolare e atipico del genere western, la cui serie a fumetti pubblicata dal 1977 al 1984, lo rende un personaggio di culto del fumetto italiano, sia per il realismo delle ambientazioni, per la meticolosa ricostruzione storica e filologica sia per l&#8217;attenzione alla tematica sociale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.galileiarezzofad.it\/giornalino\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/immagine-1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1070\" width=\"432\" height=\"599\"\/><figcaption>Ken Parker<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>L'&#8221;Editoriale Corno&#8221; nel 1970 acquisisce i diritti di pubblicazione dei supereroi della &#8220;Marvel&#8221;, che port\u00f2 alla pubblicazione di serie come &#8220;Uomo Ragno&#8221;, &#8220;Fantastici Quattro&#8221;, &#8220;Capitan America&#8221; e molte altre; il successo fu eclatante arrivando a tirature di 100.000 copie e aprendo la strada a molte altre testate supereroistiche.<\/p>\n\n\n\n<p> <\/p>\n\n\n\n<p>Fra gli anni &#8217;70 e &#8217;80 l'&#8221;Editoriale Metro&#8221; di Renato Bianconi ebbe il massimo periodo di successo, pubblicando fumetti per bambini realizzati da autori come Giovan Battista Carpi, Giulio Chierchini, Luciano Gatto, Giorgio Rebuffi e molti altri, che realizzarono personaggi di gran successo come &#8220;Nonna Abelarda&#8221;, &#8220;Geppo&#8221;, &#8220;Trottolino&#8221;, in un mercato che vedeva il predominio della pubblicazione &#8220;Disney&#8221;. <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gli Anni Ottanta<\/h2>\n\n\n\n<p>La &#8220;Bonelli&#8221; continu\u00f2 a pubblicare riviste e collane incentrate sul fumetto d&#8217;autore italiano ed estero, mentre l'&#8221;Editoriale Corno&#8221; fall\u00ec nel 1984. Dopo la sua chiusura, Luciano Secchi, fond\u00f2 la &#8220;Max Bunker Press&#8221; che si dedic\u00f2 alla ristampa dei vecchi successi come &#8220;Kriminal&#8221; e &#8220;Satanik&#8221;. Guido Silvestri (Silver), dopo essere passato alla &#8220;Gl\u00e9nat&#8221; (casa editrice francese) fece esordire un albo mensile dedicato al personaggio di &#8220;Lupo Alberto&#8221;, fino a quando l&#8217;autore non divenne anche editore nel 1989, fondando la &#8220;Acme&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>I fumetti supereroistici americani, dopo la chiusura dell&#8217; &#8220;Editoriale Corno&#8221;, scomparvero per qualche tempo, fino a quando, la &#8220;Star Comics&#8221;, pubblic\u00f2 una nuova collana dedicata a &#8221; L&#8217;Uomo Ragno&#8221;, grazie al successo della quale seguirono altre testate dedicate ai personaggi della Marvel.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1988 la &#8220;Disney Italia&#8221; rientra in possesso dei diritti per la produzione a fumetti della &#8220;Disney&#8221;. <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gli anni novanta<\/h2>\n\n\n\n<p>Nei primi anni &#8217;90, il fumetto &#8220;Dylan Dog&#8221; (1986) di Tiziano Sclavi, edito da &#8220;Bonelli&#8221;, raggiunse una popolarit\u00e0 notevole, arrivando a vendere mezzo milione di copie al mese, diventando il secondo fumetto pi\u00f9 venduto in Italia dopo &#8220;Tex&#8221;. Sulla scia del successo della serie esord\u00ec un&#8217;infinit\u00e0 di fumetti  di genere horror. Il genere fin\u00ec all&#8217;attenzione dei media per una interrogazione parlamentare allo scopo di:&#8221; <em>tutelare i minori dalla violenza morale che viene perpetrata nei loro confronti, sia coi fumetti che coi racconti&nbsp;<\/em>e chiedendo <em>una ricognizione pi\u00f9 precisa delle case editrici, degli autori, e anche ispezioni nelle edicole&#8221;,<\/em> che port\u00f2 a vietare ai minori alcune testate come &#8220;Splatter&#8221; e &#8220;Mostri&#8221;, edite dalla &#8220;Acme&#8221;. Il successo di &#8220;Dylan Dog&#8221; si mantenne nel corso del decennio consolidando una realt\u00e0 editoriale, la &#8220;Bonelli&#8221;, che era gi\u00e0 sul mercato dagli anni &#8217;40.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.galileiarezzofad.it\/giornalino\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/download.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1161\" width=\"428\" height=\"472\"\/><figcaption>Dylan Dog<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Nel 1995 esordisce la serie di &#8220;Rat-man&#8221; (personaggio creato nel 1989), di Leo Ortolani, parodia del fumetto supereroistico americano, destinato a un duraturo successo, accolto con favore da pubblico e critica e diventando in pochi anni un fenomeno di culto, considerato uno dei personaggi pi\u00f9 riusciti e umoristici del panorama fumettistico italiano.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.galileiarezzofad.it\/giornalino\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/rat-man.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1154\" width=\"483\" height=\"709\" srcset=\"https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/rat-man.jpg 317w, https:\/\/www.galileiarezzofad.it\/ildialogo\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/rat-man-205x300.jpg 205w\" sizes=\"(max-width: 483px) 100vw, 483px\" \/><figcaption>Rat-man<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>La &#8220;Marvel Comics&#8221;,nel 1993, decise di riprendersi tutti i diritti e  fondare una propria filiale italiana, la &#8220;Marvel Italia&#8221; e nel 1996 la &#8220;Marvel americana&#8221; acquis\u00ec la &#8220;Panini&#8221; e la fuse con la &#8220;Marvel Italia&#8221;, fondando la &#8220;Panini S.p.A&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>I &#8220;manga&#8221; (fumetti giapponesi) iniziarono ad essere pubblicati in maniera pi\u00f9 organica da editori come la &#8220;Granata Press&#8221; di Luigi Bernardi, il quale present\u00f2 in Italia il fumetto giapponese in due testate:&#8221;Zero&#8221; e &#8220;Mangazine&#8221;; esse riscontrarono buon successo presentando serie come &#8220;Ken il guerriero&#8221; e &#8220;Patlabor&#8221;, che in seguito si sono guadagnate testate autonome e aprirono la strada ad altre pubblicazioni e altri editori.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:right\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Martina Capacci e Angelica Jin Yu Xin. 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